L'iperplasia dell'utero: cos'è e come si cura

L'iperplasia dell'utero, per l’esattezza della parete interna, è una condizione precancerosa. Ecco come si manifesta e come si cura.

Quando le pareti dell’utero diventano più spesse (iperplasia) in assenza di gestazione ci troviamo in una condizione patologica. Le pareti dell’utero sono costituite da due strati: l’endometrio, che è quello più interno, e il miometrio, quello più esterno. Di norma lo spessore dell’endometrio varia tra 1 e 7 mm, una misura che oscilla in base al ciclo mestruale.

Quando in assenza di gravidanza ci troviamo davanti un endometrio che oscilla tra i 12 e i 16 millimetri possiamo parlare di iperplasia endometriale, una proliferazione eccessiva delle cellule della mucosa endometriale che hanno causato ispessimento. Di solito questa condizione è provocata da un eccessiva produzione di ormoni femminili, come gli estrogeni, e potrebbe essere anche il sintomo di una condizione precancerosa.

Vanno distinte le iperplasie semplici o complesse, forme benigne che rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di precancerosi, e i carcinomi endometriali. In caso di iperplasia atipica in menopausa si preferisce asportare l’utero; nel caso di giovani donne desiderose di prole è possibile un trattamento conservativo a base di ormoni progestinici grado di fare regredire l’atipia.

Come si cura? Come anticipato la terapia è prescritta in base alla causa. Nella maggior parte dei casi, si utilizzano dei farmaci a base di ormoni (pregestinici, antiandrogeni) per ridurre il volume. In caso di tumore, ovviamente, la procedura è di tipo chirurgico.

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