Praticare l'autopalpazione al seno con la tecnica corretta

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autopalpazione seno

L’autopalpazione al seno è fondamentale per una diagnosi precoce di eventuali noduli non visibili a occhio nudo davanti allo specchio. Intervenire tempestivamente è di vitale importanza nella battaglia contro il cancro al seno, ecco perché questo autoesame è essenziale per ogni donna.

Ma come praticare correttamente l’autopalpazione al seno? Ci viene in aiuto la guida pratica di Pronto Infermieri, a fine post troverete anche un video che vi illustrerà la procedura. Iniziamo ad esaminare il seno davanti allo specchio, partiamo con le braccia distese lungo i fianchi ed alziamole sopra la testa.

A questo punto procediamo con un primo esame visivo, osservando eventuali cambiamenti nella forma dei seni, nella misura e ancora se ci sono strane secrezioni, di sangue o pus, dai capezzoli, arrossamenti e depressioni della pelle. Successivamente passiamo all’autopalpazione vera e propria. La procedura deve essere effettuata con tutta la mano e con le falangi, non vanno dunque bene palpazioni eseguite solo con la punta delle dita.

Premiamo sulla superficie del seno con delicatezza ed avanziamo in senso orario dalle costole e fino al capezzolo. Con i polpastrelli e piccoli massaggi circolari, sondiamo il seno alla ricerca di noduli, addensamenti. Deve insospettire l’ipersensibilità in alcune aree, una desquamazione del capezzolo o della pelle. Per l’autopalpazione dell’interno, dobbiamo stenderci con un cuscino posizionato sotto la schiena all’altezza del seno. La mano del seno da cui inizieremo l’autopalpazione va posizionata sotto la testa. A questo punto con l’altra mano iniziamo l’autopalpazione partendo dall’esterno e dall’ascella, zona critica per la comparsa dei tumori per via della presenza di maggior tessuto ghiandolare.

L’ultimo esame è quello del capezzolo: bisogna spremerlo per capire se si avverte dolore: secrezioni trasparenti o contenenti sangue devono allarmare. L’autopalpazione al seno deve durare in tutto dieci minuti, cinque minuti per seno. L’autopalpazione al seno va effettuata con la tecnica corretta tra il settimo ed il quattordicesimo giorno del ciclo, ogni mese a partire dai vent’anni. Questo per evitare falsi allarmi dovuti a cambiamenti naturali della struttura del seno derivanti dalle alterazioni ormonali. Inoltre in questo periodo la mammella è meno tesa ed è più facile notare anomalie. Se si notano alterazioni o addensamenti sospetti, bisogna rivolgersi al medico che effettuerà un esame più approfondito e suggerirà ulteriori controlli se necessario. Come avverte l’AIRC:

L’autopalpazione rappresenta un primo strumento di prevenzione del tumore del seno, ma da sola non può bastare e deve essere abbinata, a partire dai 45-50 anni, o anche prima in caso di familiarità o alterazioni, a visite senologiche ed esami strumentali più precisi come ecografia o mammografia.

Via | Pronto infermieri; AIRC
Foto | Flickr

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