Prolattina alta: i sintomi e come curarla


La prolattina alta è un disturbo tipicamente femminile e di solito l’innalzamento di quest’ormone si manifesta in gravidanza. Non è sempre così. Nel caso si sia in assenza di gestazione può comportare gravi problemi e soprattutto rischi per la salute. Come accorgersi che qualcosa non va? I sintomi purtroppo sono numerosi, a partire da un'eventuale secrezione di latte dalle mammelle.

Questo squilibrio ormonale causa inoltre tensione al seno, allunga la distanza tra un ciclo e l’altro, provocando nei casi più gravi l’assenza delle mestruazioni e dell'ovulazione. Favorisce lo sviluppo dell’obesità, all’intolleranza glucidica e alla sindrome dell’ovaio micropolicistico. Ciò vuol dire che le donne con questo problema possono vedere ridotta la loro fertilità.


La prolattina è prodotta dall’ipofisi e il suo principale ruolo, durante la gravidanza, è quello di preparare la ghiandola mammaria alla produzione di latte. Si parla di eccesso, quando quest’ormone aumenta oltre i livelli standard, senza che ci sia la particolare condizione della gestazione. Si ricorda che si può manifestare nelle donne come nell’uomo. Come si cura? Prima cosa bisogna rivolgersi al proprio medico di base o al ginecologo e verificare i parametri con degli esami del sangue.

Il dottore provvederà poi a indagare per capirne la causa, che potrebbe essere di diversa natura (dallo stress, all’uso di prodotti che potrebbero aver interferito sulla produzione di quest’ormone alla presenza di un tumore, nei casi più rari e gravi). In linea di massima, è prevista una terapia farmacologica, con farmaci specifici o l’utilizzo della pillola contraccettiva, indicata anche in questo caso.

Foto | © TM News

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