Piedi piatti: le conseguenze e quando ricorrere all'intervento chirurgico

piedi piatti

Avere i piedi piatti non è un problema che mette in difficoltà solo quando bisogna acquistare un paio di scarpe. Se, infatti, i primi a risentire dell'errata conformazione dei piedi caratteristica di questa condizione sono i piedi stessi, in realtà le conseguenze del disturbo possono arrivare a interessare l'anca o, addirittura, la schiena.

Nemmeno scarpe correttive e plantari, che sono l'unico rimedio per consentire a chi ne soffre di assumere una postura corretta e di camminare in modo altrettanto corretto, riescono ad eliminare il problema alla radice e, in alcuni casi, la situazione può aggravarsi a tal punto da richiedere un intervento chirurgico.

Sia se compaiono da bambini, sia se iniziano ad essere un problema da adulti, i piedi piatti sono caratterizzati dalla scomparsa della naturale curvatura della pianta del piede. A causarla è la deviazione del tallone verso l'interno delle gambe e alla contemporanea rotazione della parte anteriore del piede verso l'esterno. Questa situazione può affaticare muscoli e legamenti, provocando dolore alle gambe mentre si cammina.

Il fastidio può arrivare a coinvolgere anche la pianta e la parte esterna del piede, l'interno della caviglia, il polpaccio, il ginocchio, l'anca e la schiena. Se le ginocchia ruotano verso l'interno il bacino tende a ruotare in avanti, accentuando la curvatura della spina dorsale a livello lombare. Se, poi, la deviazione del tallone è molto spinta si possono avere difficoltà a calzare bene le scarpe ed è possibile che le articolazioni delle caviglie e il tendine di Achille si danneggino.

Questa situazione può avere gravi conseguenze anche negli adulti. Il peso del corpo si distribuisce, infatti, in modo anomalo su ossa e tendini, sovraccaricando la parte interna del piede che serve ad ammortizzare i carichi. A lungo andare tutto ciò porta alla degenerazione di queste strutture o, nei casi più gravi, alla rottura del tendine del muscolo tibiale posteriore.

L'intervento chirurgico è necessario quando l'uso dei plantari non migliora la situazione, i bambini presentano piedi piatti di 3° o 4° grado (i due livelli più elevati del disturbo) e hanno ormai raggiunto un'età di circa 11 anni, quando le dimensioni e la forma del piede sono ormai definitive e non si è ancora entrati nella pubertà. E anche nel caso degli adulti il ricorso all'intervento chirurgico viene, in genere, consigliato solo se la situazione è particolarmente grave e non può essere contrastata con l'uso di un plantare.

Via | piedepiatto.it; NHS choices
Foto | Flickr

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