Anoressia: riconoscere i sintomi iniziali

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L’anoressia ha una caratteristica fondamentale: la magrezza eccessiva. Una magrezza talmente spinta da scandalizzare, soprattutto in un paese, come l’Italia, in cui il 35,6% della popolazione è in sovrappeso e il 10,3% è addirittura obeso (dati: Osservasalute).

A insegnarcelo definitivamente è stata Isabelle Caro, modella francese morta a soli 28 per le complicazioni fisiche associate proprio alla sua condizione di anoressica. Pochi anni prima Isabelle aveva scioccato il mondo insieme al noto fotografo Oliviero Toscani, che l’aveva ritratta sui giornali e in enormi cartelloni pubblicitari utilizzati per la campagna “No Anoressia”. Ossa ricoperte solo da un sottile strato di pelle e volto scavato permettevano di riconoscere inequivocabilmente la malattia, ma i sintomi iniziali dell’anoressia possono essere meno evidenti e meno scioccanti. Riconoscerli per tempo è, però, indispensabile per evitare di arrivare ad osservare un corpo debilitato come quello di Isabelle.

Se, infatti, l’incapacità di mantenere un peso al di sopra dell’85% di quello ideale è una delle caratteristiche principali di chi, ormai, è già entrato nel tunnel dell’anoressia, esistono dei sintomi che possono mettere in allarme ancora prima che la magrezza diventi evidentemente eccessiva.

Fra questi ci sono dei comportamenti tipici che possono indicare una preoccupazione maniacale per ciò che si mangia e per la quantità di calorie che vengono introdotte durante la giornata. Secondo gli esperti i sintomi iniziali dell’anoressia sono:

  • comportamenti che rivelano una preoccupazione eccessiva per il proprio peso, come lamentarsi di essere grassi, pesarsi e misurarsi in continuazione, controllarsi spesso allo specchio per verificare la propria forma fisica.
  • mangiare il meno possibile saltando i pasti, trovando scuse per non farlo (dicendo, ad esempio, di aver mangiato poco prima) e adottando dei veri e propri rituali al momento dei pasti, come tagliare il cibo in piccoli pezzi per far credere di aver mangiato più di quanto si sia realmente fatto o sputarlo dopo averlo masticato.
  • mangiare solo pochi cibi considerati “sicuri”, in genere alimenti caratterizzati da un basso contenuto di grassi e con poche calorie. In modo simile, chi soffre di anoressia può passare molto tempo non pensando ad altro che al cibo, a contare le calorie presenti negli alimenti e a leggere libri di cucina e ricette.
  • preparare piatti elaborati per gli altri, ma rifiutarsi di unirsi al pasto ed evitare di mangiare con altre persone.
  • Rivolgersi ad un medico nelle fasi più precoci dell’anoressia è importante per evitare che ai sintomi iniziali se ne aggiungano altri più evidenti, dall’abitudine a vomitare subito dopo i pasti a quella di assumere pillole e lassativi o di fare molta attività fisica per bruciare più energia di quanta se ne introduca, sempre con un unico obiettivo: la lotta estrema alle calorie.

    Via | Mayo Clinic
    Foto | Flickr

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