Con la varicella il sole fa bene o male?

varicella sole

Varicella e sole non vanno d'accordo. Se, infatti, nel caso di alcune malattie che portano alla comparsa di irritazioni cutanee, come la psoriasi, l'esposizione ai raggi solari può migliorare i sintomi a carico della pelle, nel caso della varicella il sole aumenta il rischio che una volta scomparsa la malattia rimangano antiestetiche cicatrici, per di più permanenti.

La malattia è, di per sé, facile da riconoscere. Il virus che la causa porta alla formazione di vescichette piene di liquido destinate a seccarsi e a formare delle crosticine. In genere la guarigione richiede dai 7 ai 10 giorni, durante i quali si ha a che fare con un nemico anche più fastidioso del virus: il prurito. Evitare di grattarsi è fondamentale per non promuovere l'ulteriore infezione delle vescicole e il distacco precoce delle crosticine, che potrebbero portare alla formazione delle cicatrici.

Se la maggior parte dei casi di varicella compare tra l'inverno e la primavera, non manca nemmeno chi deve farci i conti in estate, magari proprio durante le vacanze. Scomparse febbre e debolezza, la tentazione di uscire di casa per godersi il bel tempo è forte, ma potrebbe peggiorare la situazione. Il sole, infatti, può aumentare il prurito e, di conseguenza, l'istinto a grattarsi.

Anche quando la varicella ha colpito durante la primavera è meglio evitare il più possibile di esporsi al sole nell'estate successiva. Infatti la caduta delle crosticine lascia sulla pelle delle macchie rosacee che spariscono schiarendosi lentamente. Dato che queste macchie non contengono i pigmenti della pelle, con l'esposizione al sole diventano più evidenti, perché si abbronzerà solo la cute circostante. Per questo motivo se ci si espone al sole è fondamentale utilizzare una protezione adeguata.

Per il resto, non resta che cercare di limitare il prurito scegliendo biancheria di cotone, applicando sulle vescichette del talco mentolato e, nei casi più gravi, assumendo antistaminici. Attenzione, infine, all'asciugamano: per togliere l'acqua non bisogna sfregarsi, ma tamponare delicatamente la pelle.

Via | La Pelle
Foto | Flickr

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