Come funziona la dieta dissociata e il menu da seguire

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dieta dissociata

Combinare in cibi in modo da evitare di mescolare carboidrati e proteine. E’ questo il principio su cui si basa la dieta dissociata, dal cui menu sono banditi piatti che, mescolando nutrienti che hanno tempi di digestione differenti, rallenterebbero proprio i processi digestivi e comprometterebbero l’assorbimento dei nutrienti. L’obiettivo finale è sempre lo stesso, perdere peso, ma nella corsa al dimagrimento prima delle vacanze la dieta dissociata non è certo una novità dell’ultimo minuto, quanto, piuttosto, un metodo con alle spalle circa un secolo di storia.

Infatti già agli inizi del ‘900 il suo ideatore, il medico newyorchese William Howard Hay, raccomandava ai suoi pazienti di non mangiare nello stesso pasto cibi che vengono digeriti in un ambiente acido (come le proteine) e cibi che vengono digeriti in un ambiente basico. Partendo da questa idea è nata una filosofia di pensiero secondo cui nessun alimento, preso singolarmente, farebbe ingrassare. Applicando questo principio a una giornata, consumando una sola categoria di alimenti in ciascun pasto, o ad un’intera settimana, scegliendo una categoria di alimenti al giorno, è possibile eliminare i chili di troppo in breve tempo.

Alcuni degli abbinamenti che rallenterebbero la digestione sono quelli fra latte, carne, pesce, uova, formaggio e legumi, cibi ricchi di proteine, con pasta, dolci e gelati, ricchi, invece, di carboidrati. Inoltre i principi alla base della dieta dissociata prevedono anche di evitare di assumere allo stesso pasto tipi di carboidrati diversi, ad esempio quelli del pane e quelli della frutta e di aumentare il consumo di frutta e verdura e di sostituire gli zuccheri raffinati con quelli presenti in cereali integrali, ad esempio orzo e avena.

Ogni giorno bisogna effettuare tre pasti principali, a distanza di circa 4 ore l’uno dall’altro, intervallati a due spuntini.

Un possibile programma settimanale aderente alla dieta dissociata può prevedere di mangiare solo carne il lunedì, solo verdure il martedì, solo latticini il mercoledì, solo frutta il giovedì, solo pesce il venerdì, solo formaggio il sabato e solo uova la domenica.

Un menu giornaliero tipico, invece, può seguire il seguente schema:

  • a colazione yogurt magro, latte scremato – anche con cereali – o caffè d’orzo.
  • uno spuntino a base di frutta
  • a pranzo pasta, oppure riso, oppure zucchine e insalata
  • a merenda un po’ di frutta
  • a cena minestrone, prosciutto, tonno al maturale, riso o carne bianca
  • Il rischio è che ci si ritrovi a dover avere a che fare con carenze di alcuni nutrienti, soprattutto se si sceglie di seguire un programma settimanale. La soluzione migliore è sempre decidere di rivolgersi a un medico o a nutrizionista, evitando di seguire diete fai-da-te che potrebbero mettere a rischio la salute.

    Via | Santé AZ
    Foto | Flickr

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