Test di medicina 2015 per le scuole di specializzazione: ultime novità sul bando di concorso

Tutte le ultime notizie in merito ai test di medicina 2015: come cambieranno le modalità di accesso alle scuole di specializzazione?

test di medicina 2014

Le ultime novità sul bando di concorso

02 marzo 2015

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Novità per quello che riguarda il test di ingresso alle scuole di specializzazione di medicina per il 2015. Secondo quanto riportato dal Ministero dell'Istruzione, infatti, entro il 30 aprile verrà emanato il bando di concorso ufficiale per poter partecipare alla selezione, mentre il giorno dell'esame verrà fissato entro il 31 luglio. La prova sarà meno generale e più specifica, legata alla formazione clinica del percorso di laurea.

Il Miur ha annunciato che il nuovo regolamento è già pronto e aspetta solo il via libera del Consiglio di Stato: il nuovo regolamento dovrà passare il vaglio della presidenza del Consiglio e della Corte dei Conti prima di poter diventare ufficiale e prima, quindi, di poter essere pubblicato sui canali del ministero.

Dopo il pasticciaccio dei test di medicina per le scuole di specializzazione del mese di ottobre 2014 (con scambi di domande che hanno di fatto annullato i quesiti incriminati, decisione molto contestata e presa dal Miur per poter porre rimedio all'errore grossolano), le regole sono leggermente cambiate: il ministro dell'istruzione Stefania Giannini ha sottolineato che i test sono stati semplificati rispetto a quelli passati.

Ogni candidato potrà concorrere per un massimo di tre tipologie di scuola, che dovranno essere indicati in ordine di preferenza, dalla prima scelta all'ultima. Ed ecco cosa cambia nelle domande:

I 70 quesiti della parte generale della prova di selezione faranno riferimento alla formazione clinica del percorso di laurea, per improntare le prove a una maggiore caratterizzazione pratico-applicativa nella porzione comune dei quiz.

(p.c.)

Via | Corriere

Il ministro Lorenzin firma il decreto, dureranno un anno in meno

5 febbraio 2015

Un anno di studi in meno: sarà questo uno degli effetti principali del decreto di riordino delle scuole di specializzazione in Medicina firmato qualche giorno fa da Stefania Giannini, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, e controfirmato ieri dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. A sperimentare la riduzione sarà circa un terzo delle scuole di specializzazione che rimarranno attive, che in questo modo permetteranno ai medici di entrare prima nel mondo del lavoro e di essere più competitivi in Europa.

Il provvedimento

si legge in una nota ufficiale del Ministero della Salute

diminuisce mediamente di un anno la durata dei percorsi di studio nelle scuole di specializzazione.

Tale riduzione della durata degli studi per specializzarsi avvicinerà la normativa italiana a quella stabilita dalla Comunità Europea. Anche le specializzazioni in Chirurgia generale e in Neurochirurgia, che fino ad oggi prevedevano un percorso d studi di altri 6 anni dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, dureranno un anno in meno.

Il provvedimento

prosegue la nota

valorizza ancora di più, rispetto al passato, l'obiettivo professionalizzante delle scuole di specializzazione.

Le novità non finiscono però qui. Il decreto prevede infatti anche l'accorpamento di 5 scuole e la soppressione di altre 2 (quella di Odontoiatria clinica generale e quella di Medicina aeronautica e spaziale). In tutti i casi è previsto che almeno il 70% della formazione consista in attività pratiche da svolgere non solo in università, ma anche negli ospedali e nelle strutture territoriali del Servizio Sanitario Nazionale.

(s.s.)

Via | Ministero della Salute

L'intervento del Ministro Giannini alla Camera

28 gennaio 2015

Nella seconda audizione del Ministro Giannini alla Camera dei Deputati, che si è svolta martedì 27 gennaio 2015 intorno alle ore 13.30, è stato fatto il punto sulle novità e sulle decisioni prese in merito ai test di accesso alle scuole di specializzazione medica delle nostre facoltà. In realtà non ci sono grosse novità: il ministro ha ribadito quanto già annunciato in altre sedi.

Per quello che riguarda le scuole di specializzazione in medicina, il Ministero ha deciso di aumentare le borse di studio, lavorando insieme alle Regioni per poter permettere che le specializzazioni possano avvenire anche in corsia. I dettagli di queste due novità non sono stati illustrati però, facendo pensare che tempistiche, decisioni e termini chiari di queste piccole modifiche non arriveranno in tempi brevi.

(p.c.)

Via | Studenti

Nuova audizione del ministro Giannini alla Camera

27 gennaio 2015

Nuova audizione del ministro dell'istruzione Giannini alla Camera per parlare dei test di medicina e dei test delle scuole di specializzazione medica: nella giornata di oggi, infatti, come promesso, intorno alle ore 13.30 il ministro sarà nuovamente davanti ai deputati per poter parlare del futuro del test di medicina e del concorso per poter accedere alle scuole di specializzazione medica.

L'audizione di oggi che il ministro terrà alla presenza dei deputati sarà dedicata agli

orientamenti del Governo in materia di accesso ai corsi di Laurea e alle scuole di specializzazione in medicina.

Il ministro, dunque, cercherà di far chiarezza non solo sul futuro dei test di accesso alle facoltà di medicina italiane, ma anche ai concorsi delle scuole di specializzazione nel campo medico, dopo il caos provocato dagli esami che si sono svolti nel mese di ottobre 2014 e dopo i quali si sono moltiplicati i ricorsi degli studenti che non hanno accettato le soluzioni proposte dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Se per il Test di Medicina 2015 il ministro ha cercato di fare chiarezza negli ultimi tempi (con la decisione di riportare il test di accesso al mese di settembre), non altrettanto è stato fatto per l'accesso alle scuole di specializzazione: il caso è decisamente più complicato e nei giorni scorsi si è anche parlato della possibilità di aumentare le specializzazioni in corsia, con l'intervento delle Regioni, e di riorganizzare i corsi e di introdurre un esame finale.

Restiamo in attesa di conoscere quali saranno le decisioni e le proposte del ministero in merito.

(p.c.)

Via | Studenti

"Il Parlamento abbia voce in capitolo nella Riforma"

13 gennaio 2015

Eugenia Roccella (Ap), membro della Commissione Affari sociali, e Raffaele Calabrò, capogruppo Ap in Commissione Affari Sociali, hanno depositato una mozione alla vigilia dell'audizione della Ministra Giannini nella XII Commissione: secondo Roccella e Calabrò la riforma del test di Medicina deve essere effettuata con il contributo del Parlamento.

In una nota resa pubblica si legge:

Rivedere, ma mantenere il numero programmato nell'accesso alle facoltà di medicina prevedendo prove d'ingresso selettive che abbiano ad oggetto esclusivamente materie attinenti ai corsi di laurea prescelti; pubblicazione da parte del Ministero dell'istruzione di testi di preparazione sugli argomenti oggetto dei quesiti al test nazionale e ancora attività di orientamento nella scelta della facoltà, attraverso test e colloqui attitudinali durante il terzo e quarto anno della scuola secondaria superiore.

I firmatari chiedono che il Parlamento possa avere voce in capitolo nella riforma del sistema di accesso alla facoltà di medicina, per dare una svolta dopo il caos del 2014 che ancora si trascina con ricorsi e problemi legati ai pasticciacci del test di ingresso alle scuole di specializzazione di medicina.

Calabrò sottolinea che la sua speranza è che l'audizione del Ministro possa essere

un momento di confronto costruttivo per restituire un futuro di normalità alle facoltà di medicina, evitando di cadere nella tentazione di sedurre quanti, non senza demagogia, vedono nell'accesso libero l'unico sistema democratico che, nella realtà, non tiene conto dei limitati sbocchi professionali per i futuri medici. Un'occasione per abbandonare del tutto l'idea di adottare il modello francese, che rappresenta un pasticciato compromesso tra accesso libero e numero programmato, spostando la selezione alla fine del primo anno. Un modello che nel suo paese natio sta mostrando tutti i suoi limiti, su 55mila studenti che si iscrivono al primo anno di medicina soltanto il 20 per cento degli iscritti al primo anno riesce ad accedere al secondo. Tra l'altro, sarebbe a dir poco bizzarro abolire il super quizzone da cruciverba per prendere in prestito un sistema che ha avuto la sonora bocciatura della commissione cultura del parlamento francese. Si può fare senz'altro meglio!

(p.c.)

Via | IlSole24Ore

Assegnazione della sede, TAR del Lazio accoglie il ricorso

12 gennaio 2015

Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta degli avvocati Francesco Caronia e Giuseppe Pinelli, trovando fondata, grave e anche urgente la necessità di sospendere il meccanismo di assegnazione della sede, per quello che riguarda le scuole di specializzazione medica. La richiesta di decreto cautelare sulle scuole di specializzazione per l'assegnazione alla sede di prima opzione è stata accolta dai giudici del Tar del Lazio, con soddisfazione da parte degli avvocati che si erano mossi in difesa degli aspiranti medici:

A prescindere dalle irregolarità nello svolgimento del concorso - commentano gli Avvocati Francesco Caronia e Giuseppe Pinelli – si deve evidenziare che Il Tar ha sospeso gli atti impugnati nella parte in cui non si prevede per il candidato specializzando la possibilità di 'congelare' il proprio posto, impedendo la decadenza dalla sede di prima opzione, che le potrebbe essere assegnata a seguito dello scorrimento della graduatoria in relazione al punteggio riportato.

Gli avvocati sottolineano che

il pregiudizio della ricorrente si è concretizzato nel fatto che l’assegnazione della sede universitaria di specializzazione sta avvenendo in modo del tutto casuale e prescindendo dall’ordine di preferenza indicato nella domanda, così legata esclusivamente alla velocità dello scorrimento nelle sedi prescelte. In sostanza, la mera casualità si manifesta nella preminenza della velocità di scorrimento che governa il meccanismo che in concreto è stato attuato nel concorso. Nel momento in cui venisse accettata l’assegnazione presso la sede assegnata dal portale (Perugia), potrebbe verosimilmente avvenire che, nella sede prescelta quale prima opzione (Roma Tor Vergata), venga assegnato uno specializzando con un punteggio più basso della ricorrente, e ciò solo per la fortuna di aver scelto opzioni di graduatoria diverse e con scorrimenti più o meno lenti tali da posticipare l’assegnazione della sede.

Il decreto cautelare del Tar del Lazio ha sospeso gli atti impugnati e la graduatoria unica del concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in Medicina a.a. 2013/2014, pubblicata in data 5 novembre 2014 sul sito www.scuole-specializzazione.miur.it e il provvedimento con il quale il portale Universitaly non consente di rimanere nelle graduatorie specifiche di scuola nelle quali non si è decaduti e si è in posizione di attesa,

nella parte in cui impongono alla ricorrente l’iscrizione presso la scuola di specializzazione dell’Università di Perugia con conseguente decadenza dalla sede di prima opzione, costituita dalla scuola dell’Università di Roma Tor Vergata, alla quale l’interessata potrebbe essere assegnata a seguito di scorrimento della graduatoria.

(p.c.)

Miur, "La decisione del Tar non influenzerà le graduatorie"

20 dicembre 2014

La decisione del Tar per il primo ricorso legato al concorsone per le scuole di specializzazione di medicina comporterà un cambiamento nelle graduatorie stilate dal Ministero dell'Istruzione? E' la domanda che si stanno facendo tutti i partecipanti all'esame che si è svolto alla fine del mese di ottobre e che è stato caratterizzato da alcuni errori che hanno sollevato molte polemiche.

Il Tar del Lazio, infatti, ha accolto uno dei ricorsi relativi al concorso nazionale per l'accesso alle scuole di specializzazione di medicina, fissando la prossima udienza per il 29 gennaio 2015.

Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici, ha così commentato la decisione del Tar:

"L'accoglimento del ricorso rappresenta il primo successo processuale della 'campagna specializzandi', avviata per sostenere anche dal punto di vista legale coloro che sono stati penalizzati da anomalie ed irregolarità nei test di accesso alle scuole di specializzazione di medicina, per una loro ammissione in sovrannumero. C'è bisogno di più investimenti, più merito e più trasparenza per la formazione dei medici, a partire da più borse di studio, utilizzando anche la grande rete ospedaliera pubblica come luogo di insegnamento

In merito alla decisione del Tar del 17 dicembre, accolta con entusiasmo dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che si sono occupati dei ricorsi sottoscritti dagli studenti incaricati, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca si è così espresso:

Nessun balletto o girandola di posti per l’accesso nelle Scuole di specializzazione in Medicina a seguito del pronunciamento su un caso specifico emesso dal Tar Lazio. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il 19 dicembre procederà regolarmente con lo scorrimento delle graduatorie assegnando i posti secondo i criteri previsti nel bando. Ogni eventuale contenzioso sarà affrontato nelle sedi appropriate. Ad oggi, intanto, sono 4.543 gli iscritti su 5.514 contratti disponibili.

(p.c.)

Via | Studenti

Faraone, "Il test si cambierà, ma dal prossimo anno"

Davide Faraone, sottosegretario renziano ai liceali milanesi, sottolinea che gli annunci del ministero in merito ai cambiamenti del test sono stati inutili, aggiungendo poi che gli esami cambieranno, ma dovranno cambiare dal prossimo anno.

19 dicembre 2014

Test di medicina 2014

Il neo sottosegretario all'istruzione Davide Faraone, in occasione di un incontro con gli studenti milanesi del liceo scientifico Vittorio Veneto, commenta le decisioni del Ministero dell'Istruzione in seguito agli errori compiuti nel primo concorsone nazionale per le scuole di specializzazione in medicina. Il sottosegretario sottolinea che i vari annunci fatti dal ministro Giannini sui cambiamenti da apportare al test di ingresso sono stati un errore, perché prima sarebbe meglio decidere e poi parlare.

Davide Faraone, nell'incontro con gli studenti per presentare la riforma della Buona Scuola e rispondere alle domande dei ragazzi, sottolinea che lui non era ancora sottosegretario al Miur quando il ministro Stefania Giannini parlò di un test da cambiare.

Non è corretto fare annunci su una riforma prima che sia concretizzata. Si crea confusione fra voi studenti. Prima si fa e poi si comunica. Il test? Si cambierà, ma dal prossimo anno.

Il sottosegretario ha poi precisato:

Su Medicina abbiamo un problema, il numero programmato resta, non è in discussione. Ma c’è il tema dei ricorsi: se vengono vinti, come è accaduto quest’anno, è un problema. Troveremo una modalità di selezione che sia il più possibile oggettiva. Non soltanto. Vogliamo porre fine alla speculazione dei privati sulla preparazione al test di accesso a Medicina, la faranno gli atenei, saranno corsi interni, di tre mesi. E la prova poi sarà meno generalista, con domande soltanto sulle materie che saranno affrontate nel percorso di studi.

(p.c.)

Via | Corriere

L'ipotesi di riforma per chi non passa gli esami

Cosa succederà dopo la riforma dei test di ingresso alle università di medicina a tutti quegli studenti che non passeranno gli esami? Ecco cosa dovrebbe prevedere per loro il testo della riforma ideata dal ministero dell'istruzione.

12 dicembre 2014

Cosa prevede la bozza del ministero per la riforma dei test di ingresso alle scuole di specializzazione di medicina del nostro paese? Se pare che la riforma slitterà al prossimo 2016, con un sistema che sarà molto simile a quello francese, con ingresso libero a tutte le matricole e sbarramento dopo sei mesi o alla fine del primo anno, ecco cosa prevederebbe la bozza per chi non riesce a superare gli esami.

Secondo quanto emerso, i medici abilitati che hanno terminato il percorso base, senza però riuscire ad accedere alle scuole di specializzazione, potranno operare direttamente negli ospedali per un periodo di tempo pari a quello previsto dal corso, quindi per 3-4 anni.

Questo sarebbe il secondo canale di inserimento in ospedale dei giovani medici non specialisti, che non sono dunque riusciti ad accedere alle scuole di specializzazione in medicina. Il rischio, però, è quello di creare una classe di medici pagati meno, talvolta sottopagati e assunti con contratti a tempo determinato e non a tempo indeterminato.

Si vocifera anche che potrebbe esserci un piano di riorganizzazione della scuole stesse, alcune delle quali saranno accorpate, con una riduzione della durata del corso, passando da 5 anni, come è previsto dalla legge oggi, a 4 o addirittura 3, con qualche eccezione come ad esempio per oncologia. Inoltre, potrebbero cambiare i programmi didattici, con una maggiore attenzione riservata alla pratica in reparto. Queste modifiche erano già previste in realtà dalla riforma Carrozza del 2013, ma potrebbero entrare in vigore solo a partire dal prossimo anno, quando gli specializzandi potranno scegliere tra vecchio e nuovo ordinamento.

(p.c.)

Via | Ilfattoquotidiano

Giannini, "orientamento nelle scuole superiori e riforma nel 2016"

10 dicembre 2014

ministro Giannini

Il ministro Giannini interviene in merito alla possibile riforma sui test di ingresso alle facoltà di medicina e alle scuole di specializzazione, dopo il caos del primo concorsone unico di ottobre 2014, le proteste degli studenti e l'appello dei rettori italiani a trovare una soluzione concertata che possa cambiare le cose in meglio. Secondo quanto espresso al Ministro della Pubblica Istruzione, la riforma potrebbe partire già nel 2016 e sarà sul metodo francese: accesso libero a tutte le matricole e sbarramento al primo anno o dopo sei mesi.

Proprio in questi giorni ne ho parlato con i rettori e con le forze della maggioranza a cui ho fatto capire l'esigenza di cambiare, con quale soluzione alternativa si vedrà. Il mio obiettivo resta quello di garantire l'accesso libero agli studenti che verranno misurati e selezionati in base agli esami e al loro curriculum.

Il ministro sottolinea che già dal prossimo anno si punta a introdurre un orientamento più serio in tutte le scuole, per poter fare una prima scrematura con l'autoesclusione di quegli studenti che potranno capire se sono fatti o meno per le facoltà di medicina. Poi si penserà ad una nuova prova selettiva, che non sarà quella del quizzone con 60 domande, che secondo il ministro non rispetta il principio di diritto allo studio e quello di meritocrazia.

Il metodo che verrà scelto con tutta probabilità ricalcherà quello francese, con la possibilità per tutte le matricole che lo vorranno di iscriversi al primo anno delle facoltà di medicina e con un test di sbarramento che verrà effettuato durante l'anno o al termine del primo anno, basandosi su esami e curriculum.

La deputata dell'Udc Paola Binetti commenta così le dichiarazioni del ministro:

Ci auguriamo che il piano annunciato dal ministro Giannini, a proposito dei nuovi test di medicina in vigore dal 2015, sia anche in grado di evitare l'uso massiccio di ricorsi al Tar che pesano gravemente sul percorso della formazione. I nuovi test dovranno essere ineccepibili per sostanza e modalità di somministrazione. Prendiamo dunque atto con favore che meritocrazia e diritto allo studio restino principi inviolabili, ma se vogliamo anche rispettarli concretamente e fare in modo che a vincere siano davvero i migliori, occorrono che le nuove regole siano chiare e certe. Altrimenti, saremo punto e a capo: con buona pace per la didattica specialistica, clinica e, non ultimi, per i pazienti.

(p.c.)

Via | IlSole24ore

Nuovo appello dei rettori al ministro Giannini

I rettori italiani scrivono nuovamente una lettera al ministro della pubblica istruzione, in merito alle decisioni prese dopo gli errori commessi in occasione dei test di medicina per le scuole di specializzazione.

06 dicembre 2014

I rettori della CRUI hanno scritto nuovamente al Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini, in merito alle decisioni prese dopo il pasticcio combinato per il primo concorsone nazionale delle scuole di specializzazione di medicina delle facoltà italiane. Alcune settimane fa i rettori italiani avevano già incontrato il ministro, ma il Miur non ha più fatto sapere niente in merito alla vicenda dei Test di Medicina. In particolare il ministero non ha fatto più sapere niente in merito alla possibile modifica dei criteri di ammissione ai corsi di laurea a programmazione nazionale.

I rettori italiani ribadiscono la loro posizione, sulla necessità di criteri di selezione a livello nazionale e di una maggiore sostenibilità accademica dei corsi, in maniera tale da valorizzare il merito e le conoscenze dei candidati che vorrebbero intraprendere la carriera universitaria proprio nei corsi di medicina delle nostre università. I rettori hanno sempre espresso perplessità in merito alla scelta di permettere il libero accesso ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, seguendo il modello francese, con un metodo di sbarramento successivo.

Ecco, dunque, cosa propone alla Giannini la Conferenza delle Università Italiane:

CRUI propone:
- di confermare, certamente per l’anno accademico 2015-16, i test anche adeguandoli ai contenuti dei saperi acquisiti dai candidati nel corso degli studi superiori;
- di facilitare la preparazione degli studenti e ridurre l’incongruo impatto economico al quale sono esposte le famiglie italiane per effetto dell’attuale modello di selezione;
- di dare riscontro immediato alle famiglie circa il calendario e le modalità di selezione previste per il prossimo anno.
La CRUI conferma la massima disponibilità per la ricerca di condivise procedure che assicurino rigore, sostenibilità e tutela del merito dell’accesso agli studi di Medicina e Chirurgia.

(p.c.)

Via | Studenti

Il 5 dicembre proteste in piazza

Il 5 dicembre 2014 gli studenti italiani scenderanno in piazza in protesta contro il test di medicina, che ha scatenato polemiche e caos dopo gli errori commessi alla fine del mese di ottobre.

04 dicembre 2014

Gli studenti italiani di medicina scendono in piazza il 5 dicembre per protestare contro i pasticci combinati in occasione degli ultimi test di medicina per le scuole di specializzazione, che hanno sollevato numerose polemiche anche in Parlamento, con interrogazioni parlamentari. Numerose le minacce di ricorso e le richieste da parte degli studenti italiani, che si sono affidati alle associazioni e ad avvocati. Ma la protesta torna nuovamente in piazza.

Secondo gli aspiranti medici i test per le scuole di specializzazione medicina non sarebbero validi e quindi chiedono che vengano concesse borse di studio a tutti coloro che hanno partecipato ai test: questa la richiesta principale che verrà fatta dagli stessi studenti a partire dalle ore 10.30 di venerdì 5 dicembre in Piazza Montecitorio a Roma. Il manifesto della protesta di venerdì è stato pubblicato sulla pagina Facebook Medici _ 12mila borse _ Dimissioni Ministro Giannini:

L'idea della manifestazione e il documento che segue nascono dalla condivisione di intenti e di energie da parte di tutti i gruppi spontaneamente nati dalla rete. Siamo TUTTI convinti che si possa ancora rimediare al torto che abbiamo subito e allo stesso tempo ci impegniamo ad evitare che i colleghi che verranno dopo di noi subiscano lo stesso trattamento riservano agli aspiranti specializzandi di quest'anno.


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(p.c.)

Via | Studenti

I rettori "La situazione pregiudica il regolare avvio dell’anno accademico"

I rettori italiani lamentano la situazione che si è venuta a creare in seguito al caos relativo ai test di medicina per le scuole di specializzazione e sottolineano che così è impossibile partire con l'anno accademico.

13 novembre 2014

I rettori italiani chiedono un incontro con il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini e con il ministro della salute Beatrice Lorenzin. Motivo dell'incontro il caos che si è creato nelle facoltà di medicina: i rettori parlano di una situazione insostenibile, visto che le porte di medicina sono state aperte anche agli studenti che non hanno superato l'esame, raddoppiando di fatto il numero delle matricole nei vari corsi di laurea.

Dopo le sentenze del Tar, infatti, si sono moltiplicate le immatricolazioni ai corsi di laurea in medicina: i giudici hanno stravolto gli esiti dei test di ingresso, riconoscendo la sospensiva e il diritto di chi ha fatto ricorso a potersi iscrivere all'università e alle facoltà a numero chiuso. Se il decreto ministeriale del 10 marzo 2014 aveva stabilito 9.983 posti disponibili, più i 567 per gli studenti stranieri, i giudici del Tar hanno riammesso 5mila candidati, con un incremento del 50% rispetto alle previsioni.

I rettori ricordano che le ricordano che le risorse e le disponibilità di struttura delle varie facoltà non consentono un accesso del tutto imprevedibile secondo i dati stimati precedentemente. E dopo la minaccia dei presidi di facoltà di dimissioni di massa, ora arriva la richiesta di un incontro di chiarimento con i ministeri dell'istruzione e della salute.

Da risolvere non c'è solo il problema delle facoltà di medicina, ma anche quello delle scuole di specializzazione, dopo il pasticcio del primo concorsone nazionale: secondo i rettori abbiamo di fronte un quadro imprevedibile nelle possibili conseguente e sottolineano che questa situazione, decisamente grave potrebbe pregiudicare il regolare avvio dell'anno accademico.

In base al quadro decisamente preoccupante che si è venuto a creare, i rettori chiedono che il governo prenda una posizione, sottolineando che è indispensabile un percorso di selezione che si ispiri a criteri meritocratici:

Siamo disponibili a discutere le diverse modalità possibili, ma urge affrontare la questione nel suo complesso senza perdere altro tempo.

(p.c.)

Via | Ilsole24ore

Abolizione del test di medicina nel 2016?

L'abolizione dei test di accesso alle facoltà di medicina potrebbe slittare di un anno: mentre gli studenti auspicano che possano essere aboliti dal 2015, pare che il ministero abbia in mente il 2016 come data.

12 novembre 2014

ministro giannini

L'abolizione dei test di medicina potrebbe slittare al 2016? Se negli ultimi tempi si parlava di una possibile abolizione già a partire dal prossimo anno, soprattutto dopo i problemi e gli errori riscontrati in occasione dei Test di Medicina delle scuole di specializzazione che si sono svolti alla fine del mese di ottobre, secondo le indiscrezioni trapelate sul Sole 24 Ore l'eliminazione degli esami di sbarramento potrebbe slittare ancora di un anno.

Il ministro Giannini, infatti, ha dichiarato:

Abbiamo istituito una commissione mista per arrivare ad una selezione qualitativamente migliore.

Una dichiarazione che fa supporre che l'abolizione dei test di medicina potrebbe non essere immediata e in vigore a partire dal 2015. Il passaggio al metodo francese potrebbe avvenire nel 2016 e non il prossimo anno come ipotizzato e auspicato dagli studenti italiani e dalle associazioni che difendono i loro diritti.

Il ministro ha anche commentato in merito ai ricorsi annunciati nei giorni scorsi:

I ricorsi sono una costante di questo Paese. Come si parla di una procedura selettiva, si annunciano i ricorsi […]Non è un episodio che deve mettere in discussione i principi per cui è stato fatto il test nazionale, cioè un esame che deve essere uguale per tutto il territorio.

(p.c.)

Via | Studenti

Maxi-ricorso al Tar per i fuori graduatoria

E' pronto un maxi ricorso al Tar per consentire l'ammissione alle scuole di specializzazione a tutti i candidati che sono rimasti fuori dalla gratuatoria stilata dal Miur dopo il pasticciaccio dei test.

10 novembre 2014

Pronto un maxi ricorso al Tar contro il test di medicina per le scuole di specializzazione che si è svolto alla fine del mese di ottobre. Dopo il ricorso annunciato dagli avvocati dell'UDU, ecco che ora si parla di una nuova azione per permettere l'ammissione in sovrannumero di tutti i candidati che sono rimasti esclusi dalle graduatorie stilate dal Miur. E' l'Unione degli universitari insieme alla funzione pubblica Cgil Medici ad annunciare il maxi ricorso.

Mentre in questi giorni si moltiplicano le proteste e le manifestazioni da parte degli studenti, che chiedono in massa le dimissioni del ministro della pubblica istruzione, ecco che sarebbe pronto un maxi ricorso da parte di moltissimi aspiranti specializzandi in Medicina, rimasti fuori dalle graduatori.

Si attendono 6mila potenziali ricorsi, mentre 500 sono già stati presentati contro il pasticcio combinato a fine ottobre per il primo concorsone nazionale. L'Unione degli Universitari e Cgil Medici sta organizzando un maxi ricorso per chiedere al Tar l'ammissione in sovrannumero i tutti i candidati esclusi dalla graduatoria. E si parla di 6.664 aspiranti specializzandi nelle diverse scuole di specializzazione di Medicina del nostro paese.

Su internet, intanto, si moltiplicano le fotografie e i post che testimoniano altri errori commessi durante i test: pare che non siano stati rispettati i criteri di controllo previsti invece dal bando.

La Giannini dal canto suo ha fatto sapere che stanno lavorando all'ipotesi dell'eliminazione del test di ingresso, optando così per un modello di riferimento come quello francese, con apertura a tutti il primo anno e sbarramento e selezioni successivi.

10 novembre 2014

Via | Il Messaggero

(p.c.)

Paola Binetti "Miur non sottovaluti minaccia di class action"

Paola Binetti ricorda al Miur che non deve assolutamente sottovalutare il pericolo di una possibile class action da parte degli studenti che hanno partecipato al test di medicina per le scuole di specializzazione.

07 novembre 2014 ore 13.20

Meglio non sottovalutare la minaccia di una class action da parte degli studenti che hanno partecipato al Test di Medicina 2014 per le scuole di specializzazione: il monito rivolto al MIUR arriva dalla deputata UDC Paola Binetti, intervenuta in Aula durante l'interpellanza urgente in merito al caos relativo ai test di ammissione alle scuole di specializzazione in medicina.

Dopo la notizia del possibile ricorso degli studenti, la deputata sottolinea di non sottovalutare la possibilità di una class action:

Il mio invito al Miur e al ministro Giannini è quello di pensare attentamente a cosa fare lunedì prossimo, quando saranno rese note le scelte degli studenti specializzandi e quando i ricorsi al Tar inizieranno a fioccare in modo massiccio. Non si sottovaluti nemmeno la minaccia della class action.

Paola Binetti sottolinea come finora la comunicazione del ministero sia stata falsamente rassicurante, perché ha spiegato solo cos'è accaduto ma non ha detto cosa avverrà in futuro:

Come in medicina, ciò che interessa di più al malato è la prognosi, non la diagnosi: non tanto che malattia ha, ma piuttosto come curarla. E' un punto chiave, riguarda oggi la qualità della formazione degli studenti che saranno i medici specialisti di domani.

(p.c.)

Pronto il ricorso degli studenti, come fare

Nonostante la decisione del Ministero dell'Istruzione di ritenere validi i test di ingresso alle scuole di specializzazione di medicina effettuati alla fine del mese di ottobre, sono pronti i ricorsi degli studenti.

07 novembre 2014 ore 9.20

Pronti i ricorsi degli studenti per il pasticciaccio del test di medicina per le scuole di specializzazione effettuato alla fine del mese di ottobre 2014. Nonostante la decisione di non annullare i Test di Medicina per le scuole di specializzazione, prove d'esame con errori in alcune domande, alcuni studenti sarebbero pronti a fare ricorso.

Il Ministro dell'Istruzione sottolinea che il primo concorsone nazionale si è svolto in maniera regolare e con l'annullamento dei due quesiti scambiati tutto è a posto. Ma non è così per i diretti interessati. Gli avvocati dell'UDU, come già fatto per i test di medicina di aprile 2014, hanno dichiarato che sono pronti a sostenere i candidati che vorranno fare ricorso.

Sul sito dell'avvocato Bonetti si legge:

Carissime Dottoresse e carissimi Dottori considerando tutte le irregolarità riscontrate in merito alla vicenda delle specializzazioni mediche, abbiamo deciso di tenere aperto lo studio a tutti voi per un ciclo continuato di riunioni, dalle ore 18:30 alle 20:00 […] Ovviamente chi necessiterà di un appuntamento di natura individuale non esiti a rappresentarcelo.

Il collega Santi Delia, invece, sul suo sito propone una guida per capire chi può fare ricorso.

Possono aderire al ricorso i candidati che chiedono l'inversione della valutazione delle prova effettuata il 29 e 30 ottobre, perché se il punteggio fosse invertito sarebbero ammessi; i candidati che vogliono agire per ottenere l'ammissione in sovrannumero con riconoscimento della borsa a prescindere dal punteggio ottenuto; i candidati che hanno un punteggio complessivo sopra i 90 e che avendo risposto correttamente ai due quesiti sbagliati chiedono l'attribuzione dei punti che non sono stati assegnati.

Gli avvocati sottolineano che per le varie irregolarità e i diversi problemi verrà richiesta l'ammissione in sovrannumero per tutti coloro che faranno ricorso. Verrà anche chiesto il pagamento della borsa con forma di risarcimento danni.

(p.c.)

Via | Studenti

I punteggi e le graduatorie già online

6 novembre 2014

Il ministro Giannini interviene per spiegare come sono stati assegnati i punteggi e come sono state stilate le graduatorie, già online, dei discussi test di medicina 2014 per le scuole di specializzazione.

Il ministro Stefania Giannini ha spiegato come sono stati assegnati i punteggi per i test di medicina 2014 delle scuole di specializzazione, dopo la decisione di non annullare più gli esami, ritenendo validi quelli già effettuati dagli studenti alla fine del mese di ottobre, nonostante l'errore presente.

E' stata incaricata una commissione che ha dovuto valutare le domande dei quiz e ha

vagliato i quesiti proposti ai candidati per l’Area Medica (29 ottobre) e quella dei Servizi Clinici (31 ottobre) stabilendo che, sia per l’una che per l’altra Area, 28 domande su 30 sono comunque valide ai fini della selezione. I settori scientifico-disciplinari di ciascuna Area sono infatti in larga parte comuni”. La nota del ministero spiega che “a seguito di un confronto avuto con l’Avvocatura dello Stato e del verbale della Commissione si è deciso di procedere, dunque, con il ricalcolo del punteggio dei candidati neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti dal gruppo di esperti.

Intanto la graduatoria è già stata stilata ed è stata pubblicata online. Ma ora il ministero teme un altro rischio dopo le proteste dei giorni scorsi, vale a dire quello dei ricorsi. Gianluca Scuccimarra dell'Unione egli Universitari parla di situazione caotica e di centinaia di laureati pronti a fare ricorso. Link-Coordinamento Universitario, invece, sottolinea che

non c’è da parte del ministero nessuna presa di responsabilità circa quanto successo, anzi si scarica completamente la questione sul CINECA e soprattutto non c’è nessun accenno alla necessità di aumentare le borse di specializzazioni: un atto oggi più che mai dovuto, sia rispetto agli aspiranti medici sia rispetto al fabbisogno di un Paese che vive una drammatica carenza di personale medico e sanitario.

Via | Direttanews

(p.c.)

Richiesta l'abolizione dei test di medicina

5 novembre 2014

Richiesta l'abolizione dei test di ingresso a medicina a partire dal 2015: è una parlamentare del Partito Democratico a presentare la proposta di legge al ministro Giannini.

Abolizione dei test di medicina a partire dal 2015: dopo il caos del primo concorsone nazionale per le scuole di specializzazione in medicina nel nostro paese, la parlamentare Emma Petitti ha chiesto al ministro Giannini di abolire fin da subito gli esami di ammissione. Se quest'anno non andranno ripetuti dagli studenti che hanno già affrontato i test alla fine del mese di ottobre, ecco che per il prossimo anno si richiede l'abolizione dei test stessi.

Se le associazioni di studenti e di consumatori prospettano azioni legali per il pasticciaccio dei test di ammissione alla scuola di specializzazione, ecco che la parlamentare del PD Emma Petitti chiede al ministro di abolire il Test di Medicina dal 2015, presentando una proposta di legge:

La paradossale vicenda dei test di accesso alle scuole di specializzazione in medicina, con il caos delle domande dei quiz, ripropone la questione più generale dell'idoneità del sistema dei test di accesso all'Università. L’esperienza di questi anni, fino alle recenti pronunce dei giudici amministrativi relative ai test svoltisi in alcuni atenei italiani che hanno accertato la presenza di vistose irregolarità, ha sufficientemente dimostrato l’inadeguatezza di questo strumento di selezione.

La parlamentare di Rimini chiede, dunque, l'abolizione dei test di ingresso a medicina:

I test di accesso ai corsi di laurea sono ormai diventati un mero simulacro che non trova più alcuna giustificazione: sono sbagliati perché non premiano il merito e rappresentano solo una ingiusta forma di sbarramento sociale. […] Per questo con alcuni colleghi ho sottoscritto una proposta di legge per il superamento dei test di accesso all'università e la loro sostituzione con un sistema di selezione da svolgersi nei primi anni di iscrizione al corso di laurea. Per questo chiedo al ministro dell'Istruzione Stefania Giannini di dare seguito a quanto più volte da lei stessa annunciato in questi mesi e di fare in modo che dal 2015 i test di accesso vengano aboliti. È improcrastinabile chiudere definitivamente con una modalità di accesso che in questi anni ha visto decine di migliaia di famiglie costrette a sobbarcarsi ingenti spese, mentre il nostro Paese, rispetto ai partner europei e mondiali, continua a registrare una continua diminuzione di laureati in discipline strategiche per il suo sviluppo e la sua competitività.

(p.c.)

Via | Studenti

I Test di medicina 2014 per le scuole di specializzazione non saranno ripetuti

3 novembre 2014, ore 22

Il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini ha annunciato questa sera che le prove per l'accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina effettuate il 29 e 31 ottobre non dovranno essere ripetute perché è stata trovata una soluzione per salvare i test.

Il ministro ha riunito a Roma la Commissione nazionale incaricata di validare le domande del quiz, sono stati vagliati i quesiti posti ai candidati per l'Area Medica del 29 ottobre e quella dei Servizi Clinici del 31 ottobre. In entrambi i casi si è stabilito che 28 domande su 30 sono comunque valide ai fini della selezione.

Dopo aver consultato il verbale della Commissione e aver sentito il parere dell'Avvocatura dello Stato si è stabilito che si può procedere con il "ricalcolo del punteggio dei candidati neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti dal gruppo di esperti".

Il ministro Giannini ha spiegato:

"Questa soluzione è il frutto di un approfondimento che ho richiesto da sabato convocando la Commissione nazionale e interpellando l'Avvocatura dello Stato per tutelare gli sforzi personali e anche economici dei candidati e delle loro famiglie a seguito del grave errore materiale commesso dal Cineca"

Il presidente del Cineca si dimette

3 novembre 2014, ore 15

Non si placano le polemiche per l'annullamento dei test di ingresso 2014 per le scuole di specializzazione di medicina. Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, definendolo come un errore materiale e umano, ha sottolineato come il ministero non abbia colpe in merito allo scambio di blocchi di domande di fatto provocato dal Cineca, il Consorzio Interuniversitario.

Il ministro ha così commentato l'accaduto:

Il ministro e il ministero non hanno colpe, questa complessità era imprevedibile, fuori dall'immaginazione

aggiungendo poi che l'errore non deve mettere in discussione il concorso nazionale per le scuole di specializzazione.

Il test nazionale è il risultato di una valutazione negativa delle prove locali, che in più occasioni aveva dato adito a falle molto più gravi: non trasparenza, poco rigore nelle valutazioni. Il test nazionale è la migliore scelta per la qualità e la sicurezza dell'accesso alle scuole di medicina.

Ma non sono mancate le reazioni del mondo politico:

La diagnosi dell''errore umano' ha qualcosa di eccessivamente semplicistico, che rivela improvvisazione e incompetenza, ma anche assoluta mancanza di sensibilità verso l’intera classe medica. Lo scollamento tra l’analisi dei problemi posti in termini di quantità e qualità di medici da formare e le soluzioni proposte, spesso discutibili ma anche pasticciate e confuse, richiede un gesto di coraggio: occorre ripensare la facoltà di medicina, con tutti i suoi requisiti specifici.

Queste le parole della deputata dell'Udc Paola Binetti, che aggiunge:

Lo devono fare insieme i ministri Giannini e Lorenzin in collaborazione con il ministro Padoan: lo richiede l’art. 32 della nostra Carta costituzionale, ma anche le decine di migliaia di giovani che ogni anno rispondono al sogno di poter diventare medici seri e competenti e che ogni volta, ad ogni passaggio cruciale della loro formazione, devono misurarsi con una burocrazia del tutto inadeguata.

Parla di farsa con contorni grotteschi, invece, Pina Onotri, segretario generale del Sindacato dei Medici Italiani:

Parliamo della vita quotidiana e del futuro di migliaia di medici – continua Onotri – A poche settimane delle polemiche attorno al concorso di medicina generale, ci ritroviamo con altri 12.000 camici bianchi fortemente penalizzati, danneggiati professionalmente ed economicamente, trattati come studenti delle elementari.

Gli avvocati dello SMI stanno anche pensando di avviare un'azione legale contro

l’ennesimo imperdonabile ‘errore di Stato'.

Intanto, Emilio Ferrari, presidente del Cineca, ha annunciato le sue dimissioni:

È un atto dovuto da parte mia portare a termine questa operazione. Dopo di che rimetterò il mio mandato.

(p.c.)

Via | Tgcom

Test di medicina 2014 annullati, da ripetere gli esami per le scuole di specializzazione

02 novembre 2014

Il test di medicina 2014 per l'accesso alle scuole di specializzazione, che si è svolto a fine ottobre in tutta Italia, è stato annullato e dovrà essere ripetuto. La notizia è stata data direttamente dal Ministero dell'Istruzione: dopo la segnalazione del Cineca, il Consorzio Interuniversitario che si occupa proprio dei test, in merito a errori nella fase di codifica delle domande durante la fase di importazione, il Miur ha eseguito delle verifiche.

La segnalazione è stata fatta la sera del 31 ottobre, mentre i test per le scuole di specializzazione nel campo medico si sono svolti in Italia tra mercoledì 29 e venerdì 31 ottobre. In pratica sono stati invertiti i quiz del 29 ottobre con quelli del 31, ma solo per le domande generali inerenti le aree Medica e dei Servizi Clinici, 30 per ogni area. Al test hanno partecipato 12.168 aspiranti medici e il problema ha riguardato 11.242 dei candidati che hanno avuto accesso al test: si tratta degli 8319 che hanno affrontato tutte e 60 le domande "sbagliate", più i 2125 che hanno sostenuto solo i quiz dell'area Medica e i 798 che hanno sostenuto l'esame per la sezione Servizi Clinici.

In tutto sono 11.242 i candidati che dovranno ripetere l'esame: la data unica fissata è stabilita per il 7 novembre 2014 e la prova avverrà nella stessa sede dove si è svolta la prima. Il Miur sta avvisando tutti gli interessati tramite il portale Universitaly e tramite il sito riservato. Lunedì sarà firmato dal ministro il provvedimento che annullerà di fatto i test per i candidati interessati dal problema. Cineca si prende

la piena responsabilità per l’errore commesso

e annuncia che

si farà carico di spese e eventuali danni procurati agli studenti per il rifacimento della prova e porge le più profonde scuse per l’accaduto ai candidati, alle loro famiglie, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al Governo.


Ovviamente sale la rabbia tra i candidati che dovranno ripetere il test. Su Twitter la protesta avviene con selfie di aspiranti medici, delusi dall'ennesimo errore, e con l'hashtag #12milaborse, mentre il Codacons ha annunciato una causa collettiva di risarcimento danni contro il Miur e il Cineca, come sottolineato dal presidente Codacons Carlo Rienzi:

E' un vero scandalo, ora oltre al danno economico si profila un danno morale incalcolabile in relazione allo stress e alla preoccupazione di chi dovrà sottoporsi ancora una volta ad una prova delicatissima.

(p.c.)

Test di medicina 2014 annullati

Via | Corriere

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