Cure dolci per la caduta dei capelli: l'omeopatia

Ecco i rimedi omeopatici consigliati da un farmacista

La caduta dei capelli è un fenomeno del tutto naturale. A volte, però, ogni colpo di spazzola è anche un colpo al cuore e i capelli che rimangono incastrati tra i denti del pettine sono più di quelli che ci si aspetterebbe.

In alcuni casi il problema ha basi difficili da sradicare e rivolgersi a un medico è il modo migliore per cercare di arginare la caduta. Altre volte ad entrare in gioco il cambio di stagione (lo spiega bene il dermatologo Antonino Di Pietro nel video in apertura di questo post). Anche in questo caso la perdita dei capelli, anche se più accentuata rispetto ad altri periodi dell'anno, è un fenomeno naturale; per di più anche altri fattori, in particolare la dura prova cui sono stati sottoposti i capelli durante l'estate, contribuiscono a renderli più fragili.

Ci sono poi dei casi in cui la caduta dei capelli è dovuta ad altri problemi.

Soprattutto nelle donne

spiega Adele Casella, farmacista esperta in omeopatia, fitoterapia e nutrizione

questo fenomeno può dipendere da uno stato di demineralizzazione, di astenia o ancora da una intossicazione, per esempio da farmaci se la paziente ha seguito delle cure per lunghi periodi.

capelli omeopatia

In questi casi anche le cure dolci possono essere d'aiuto. Ecco, in particolare, le soluzione offerte dall'omeopatia consigliate da Casella.


  • Silicea 9 CH, 5 granuli da assumere mattina e sera. E' utile in caso di demineralizzazione, assunto insieme alla tintura madre di equiseto (40 gocce diluite in acqua, 3 volte al giorno).
  • Phosphoricum acidum 9 CH, 5 granuli 3 volte al giorno. Da assumere per almeno 2 mesi quando la caduta dei capelli è associata a stanchezza non solo fisica ma anche mentale, magari associata a un periodo di stress particolarmente inteso.
  • Quando la caduta dei capelli è associata a un accumulo di tossine nell'organismo Casella consiglia due cicli da 20 giorni, intervallati da una pausa di 10 giorni, di un drenaggio renale con un medicinale omeopatico a base di Tintura Madre di Cynara scolymus TM (Carciofo), Taraxacum officinale TM (Tarassaco) e Fumaria officinalis (Fumaria).

    Per chi preferisce i granuli omeopatici alla Tintura Madre

    conclude Casella

    consiglio Chelidonium composé: vanno assunti 5 granuli per 2 volte al giorno e lasciandoli sciogliere sotto la lingua.


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