I sintomi della prostata ingrossata e cosa fare per ridurli

L'iperplasia prostatica benigna può rimanere asintomatica, am non è detto che non insorga qualche problemino. Ecco come comportarsi

Avere la prostata ingrossata è una condizione piuttosto comune. Infatti dopo i 25 anni questa ghiandola dell'apparato genitale può iniziare naturalmente ad aumentare di volume, creando una situazione nota come iperplasia prostatica benigna, più comunemente detta proprio prostata ingrossata.

Anche se a volte un tumore alla prostata può presentarsi in contemporanea a un'iperplasia della ghiandola non è affatto detto che le due problematiche siano associate, anzi. Proprio per definizione l'iperplasia prostatica “benigna” è una condizione che non conduce alla comparsa di un tumore. In molti casi resta addirittura asintomatica. Non mancano, però, le situazioni in cui all'ingrossamento siano associati dei disturbi.

In genere questi sintomi riguardano l'apparto urinario. Una prostata ingrossata può infatti ridurre il getto dell'urina o interromperlo. In altri casi è possibile avere a che fare con perdite, gocciolamenti, urgenza ad andare in bagno e una aumento della frequenza della minzione, in particolare di notte. Infine, la prostata ingrossata può portare alla sensazione di non aver svuotato completamente la vescica.

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Parlare con il proprio medico è di sicuro la strada migliore per trovare una soluzione a questi effetti collaterali dell'iperplasia prostatica benigna. Attualmente sono diversi i farmaci a disposizione e con la giusta dose di pazienza non sarà così difficile contrastare questi inconvenienti. Il medico non mancherà però nemmeno di consigliare dei cambiamenti nello stile di vita, che nel caso i cui i sintomi non siano particolarmente preoccupanti possono anche essere l'unica cura prescritta.

A volte, infatti, per ridurre la frequenza della minzione basta agire sullo stress. E' possibile ad esempio scaricare le tensioni praticando un'attività fisica regolare, oppure affidandosi alla meditazione o ad altre tecniche di rilassamento. Altre volte il problema è inconsapevolmente nascosto dietro a dei farmaci; per questo è importante elencare al medico tutti i medicinali assunti, anche quando non si tratta di farmaci che richiedono la ricetta medica per essere acquistati. Altre volte ancora è importante evitare di bere nelle ore serali, soprattutto se si tratta di bevande caffeinate o alcoliche. Entrambe, infatti, stimolano l'attività dei reni e influenzano il tono muscolare della vescica, aumentando il rischio di doversi svegliare per andare al bagno.

Infine, è importante un comportamento corretto alla toilette. Una volta che si è dentro, tanto vale concedersi tutto il tempo necessario per svuotare completamente la vescica. In questo modo si ridurrà il bisogno di doverci tornare un'altra volta.

Nel caso in cui i sintomi fossero più complicati il medico potrebbe prescrivere, insieme a questi piccoli accorgimenti, anche l'assunzione di medicinali. Spesso tutto ciò è sufficiente a tenere sotto controllo la situazione e rendere inutile il ricorso a trattamenti chirurgici.

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Via | Harvard Medical School

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