Ebola virus, ultime notizie: l'epidemia si diffonde

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2017

Ebola virus, ultime notizie: è finita l'epidemia in Congo

03 luglio 2017

Epidemia conclusa in Congo. A darne notizia è ministro della Sanità della Repubblica Democratica del Congo, Oly Ilunga Kalenga, ha dichiarato finita l'epidemia di Ebola che ha colpito il suo paese all'inizio di maggio, provocando la morte di quattro persone, sulle otto contagiate in tutto. Da 42 giorni, ha spiegato Kalenga, non si registra nessun nuovo contagio.

È stata dichiarata epidemia dall’Oms dall’11 maggio quando era stato accertato il contagio di un uomo di 39 anni ricoverato nelle strutture sanitarie della provincia di Bas-Uele, 1.400 km a nord della capitale Kinshasa, il 22 aprile precedente. L'Oms ha registrato i primi tre decessi già il 16 maggio successivo. Gavi, l'alleanza internazionale pubblico-privata che ha sede a Ginevra, aveva offerto 300.000 dosi del vaccino che sono state subito accettate dal governo di Kinshasa.

Sono state di conseguenza sottoposte a monitoraggio 520 persone, ma dall'8 giugno scorso non si sono verificati nuovi casi. Per la Repubblica democratica del Congo, ex Zaire, questa è l'ottava epidemia di questo tipo di febbre emorragica da quando il virus è stato individuato per la prima volta nel bacino del fiume Ebola nel 1976. Nessuna di queste è però collegata all'epidemia, conclusa l'anno scorso, che ha colpito Guinea, Liberia e Sierra Leone provocando più di 11.300 morti.

(v.r)

L'epidemia in Congo è sotto controllo

05 giugno 2017

ebola

L'epidemia di ebola in Congo è sotto controllo: secondo quanto riportato da fonti locali, non è stato registrato nessun nuovo caso di ebola negli ultimi 21 giorni, periodo massimo di incubazione per la malattia. Ora la sorveglianza è alta, come sottolineato da Oly Ilunga Kalenga:

A questo punto possiamo dire che la diffusione dell'epidemia è sotto controllo e questo grazie alla qualità di esperti nazionali e internazionali mandati nella zona.

Le autorità hanno confermato quattro casi e altri tre casi sono considerati probabili. Le autorità sanitarie hanno anche approvato l'uso di un nuovo vaccino sperimentale per combattere l'ebola, ma affermano che verrà usato solamente se dovesse essere confermato un nuovo caso dalle catene di trasmissione esistenti.

Il vaccino in questione è l'"rVSV-ZEBOV" sviluppato da Merck, non è ancora in licenza, ma è stato dimostrata la sua alta protezione contro l'ebola negli studi clinici pubblicati a dicembre 2016. Potrebbe anche partire una campagna di vaccinazione di massa, ma anche non si sa niente di più in merito.

(p.c.)

Via | Reuters e Reutershttp://www.reuters.com/article/us-health-ebola-congo-idUSKBN18P0WN

Ebola, l'Oms in Congo con un ospedale e un laboratorio

18 maggio 2017

ebola

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma anche l'Onu e altre istituzioni, hanno già allestito un centro di emergenza in Congo, per il trattamento del virus ebola, dopo la morte di tre persone. Durante una conferenza stampa che si è svolta a Ginevra, l'OMS ha annunciato di aver insediato un ospedale e un laboratorio mobile nella zona di Likati.

Peter Salama, direttore esecutivo dell'Oms, spiega:

I nostri team sono arrivati da Ginevra e dall'ufficio africano dell'Oms. Si sono attivati, anche Unicef, World Food Programme, Cdc e alcune Ong, mentre la missione Onu ha fornito assistenza logistica. Sono pronti anche 10 milioni di dollari per la prima risposta.

A disposizione ci sarebbe anche un vaccino, sperimentato con successo nell'epidemia di due anni fa, ma non si sa ancora se verrà utilizzato o meno:

Likati è una delle zone più impervie del paese, senza telecomunicazioni, dove sono presenti formazioni ribelli e rifugiati dalla vicina Repubblica Centrafricana. Il vaccino deve essere tenuto a -80 gradi, e questo comporta notevoli difficoltà logistiche. Stiamo valutando l'uso, per cui servirà comunque l'approvazione della autorità della Repubblica Democratica del Congo in quanto è ancora in fase sperimentale. Bisogna anche notare che ancora non conosciamo l'esatta dimensione del focolaio, man mano che proseguono le indagini avremo un quadro più chiaro.

(p.c.)

Via | Ansa

Ebola, 3 morti in Congo

16 maggio 2017

ebola

In Repubblica Democratica del Congo è salito a tre il numero dei morti per il virus ebola che si sta diffondendo nella parte nord del paese, come confermato da fonti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità citate dall'emittente USA CNN: al momento i casi sospetti sono saliti a 17.

Il paziente zero è un uomo di 45 anni, che ha sviluppato i sintomi il 22 aprile scorso ed è morto mentre si trovava nella provincia di Likhati, nel nord della Repubblica Democratica del Congo. Il virus ha causato anche la morte del tassista che lo ha accompagnato in ospedale e di un membro del personale sanitario che lo ha soccorso.

Ernest Dabire, coordinatore dell'Oms nella zona, spiega:

Stiamo investigando su 17 altri casi sospetti e stimiamo che 125 persone abbiano avuto contatti a rischio con i pazienti confermati.

Il virus coinvolto è del ceppo Zaire, il più letale e lo stesso che nel 2014 ha innescato la terribile epidemia che in Guinea, Sierra Leone e Liberia ha causa migliaia di morti. Nello stesso periodo anche in Congo si sviluppò un'epidemia, non collegata a quella più grande, che fece 49 morti.

In Congo stanno arrivando diverse ONG, come Medici Senza Frontiere, diversi esperti dell'OMS e l'organizzazione Gavi. Sono già disponibili 300mila dosi del vaccino che è stato testato con successo in occasione dell'ultima epidemia di ebola.

(p.c.)

Via | Ansa

OMS conferma ­un caso di Ebola in Repubblica Democratica del Congo"

14 maggio 2017

ebola

L'OMS ha confermato un nuovo caso di ebola in Repubblica Democratica del Congo, si tratta di una persona che è deceduta per il virus: al momento sono in corso anche altri accertamenti su un totale di nove casi, di cui tre decessi (uno dei quali già accertato per il virus). I casi presi in analisi sono ritenuti sospetti perché presentano i sintomi della patologia.

Sono passati due anni dalla fine della terribile epidemia che in Guinea, Sierra Leone e Liberia ha provocato più di 11 mila morti e ora la malattia torna a fare paura.

L'ultima epidemia che era stata registrata in Congo risale al 2014, quando i morti furono 40: fu la peggiore delle 7 ondate di ebola che hanno colpito il paese. Secondo quanto riportato da Allarangar Yokouide, rappresentante OMS in Congo, le infezioni sarebbero iniziate a fine aprile a Bas-Uele, nel Nord del Paese. Secondo gli esperti i focolai non sono connessi con quelli che hanno causato morti in Sierra Leone, Liberia e Guinea.

Con un comunicato stampa, Medici Senza Frontiere (MSF) ha annunciato l'invio di un team di 14 persone a Likati, in collaborazione con il Ministero della Salute locale, per avviare un intervento di emergenza insieme al personale locale: l'equipe è formata da medici, infermieri, logisti, esperti di igiene, promotori della salute e un epidemiologo.

(p.c.)

"Nesso tra epidemie e frammentazione del paesaggio"

16 febbraio 2017

ebola malati

Esiste ed è stato confermato il nesso tra i pazienti zero del virus ebola e la deforestazione, in particolare se questa è avvenuta in maniera frammentata. Le persone, in questi casi possono essere esposte al contatto con i vettori del virus Ebola, come sottolineato da una ricerca pubblicata su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature, con il titolo 'The nexus between forest fragmentation in Africa and Ebola virus disease outbreaks'.

Lo studio, coordinato da Maria Cristina Rulli del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano (tra gli autori ci sono Monia Santini della Fondazione Cmcc-Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, oltre che ricercatori dell'Università di Massey (Nuova Zelanda) e l'Università di California Berkley (Usa), ha analizzato undici casi di Ebola dal 2004 al 2015, pazienti zero analizzati (rappresentano il primo contatto tra l'uomo e il virus).

Le zone in cui si è innescato il primo contatto tra uomo e virus in questo periodo di tempo sono state caratterizzate da una forte deforestazione frammentata, non lineare.

Monia Santini spiega:

Abbiamo analizzato l'impatto che il tipo di deforestazione ha su questo tipo di epidemie. Abbiamo visto che nelle aree interessate non c'è stata una deforestazione quantitativamente maggiore rispetto alla media del Centro Africa.

E poi aggiunge:

La nostra è un'analisi statistica che si concentra sullo studio del paesaggio intorno ai luoghi che hanno visto innescarsi le epidemie. Con dati satellitari ad alta risoluzione abbiamo studiato il paesaggio, abbiamo formulato un indice che ci ha permesso di quantificarne la frammentazione e l'uso del suolo. Così, abbiamo visto che tutte le aree in cui c'è stato il primo caso di Ebola presentano livelli di frammentazione della deforestazione significativamente superiori rispetto al resto della regione.

(p.c.)

Via | Adnkronos