I sintomi dell'intossicazione da Ostreopsis ovata, l'alga tossica che minaccia la salute al mare

Originaria dei tropici, può vivere e proliferare anche nel Mediterraneo. Ecco i problemi che può scatenare e come riconoscerne la presenza

Il suo nome fa ogni tanto capolino sulle pagine di cronaca nostrane. Capita, infatti, che l'Ostreopsis ovata, una microscopica alga unicellulare originaria dei mari tropicali, proliferi nelle acque del Mediterraneo, incluse quelle che bagnano le coste italiane dai fondali prevalentemente rocciosi. La questione non è di interesse puramente ecologico, ma anche sanitario. Quest'alga, infatti è potenzialmente tossica per l'uomo.

A minacciare la salute non è tanto l'alga presente nell'acqua, quanto la formazione di un aerosol contenente la microalga o alcuni suoi frammenti o componenti. Venti di mare sufficientemente veloci possono trasportare questo aerosol sulla battigia e in zone limitrofe, dove può essere respirato scatenando combinazioni variabili di sintomi come difficoltà respiratorie, irritazioni al naso, tosse, mal di gola, mal di testa, lacrimazione, nausea, vomito e febbre oltre i 38 °C.

Ciò non significa che il contatto diretto con l'acqua contaminata non possa dare problemi, ma si tratta di un caso più raro associato a bagni prolungati o al contatto, ad esempio, con attrezzature da pesca contaminate. In questi casi è possibile che compaiano problemi come dermatiti e congiuntiviti.

Non sono invece mai stati segnalati casi di intossicazione a causa dell'ingestione di acqua contaminata. Nel Mediterraneo non si ha nemmeno notizia di casi di intossicazione da pesce o molluschi contaminati. Tuttavia, cozze, vongole e simili, così come i ricci, possono accumulare le tossine prodotte dalle alghe. Per questo è fondamentale rispettare eventuali divieti di raccolta e di consumo del pescato proveniente dalle zone contaminate.

In genere i sintomi compaiono da 30 minuti a 20 ore dall'esposizione all'Ostreopsis ovata e durano un massimo di 1 o 2 giorni dalla fine dell'esposizione, scomparendo senza lasciare particolari conseguenze. Ciò non significa che si debba sottovalutare il problema, anzi. In caso di comparsa dei sintomi è bene allertare l'Asl. Dato, poi, che il rischio che la microalga scateni disturbi di salute potrebbe essere associato alla durata dell'esposizione all'aerosol e alla sua intensità gli esperti consigliano di non frequentare le coste interessate dal problema.

mediterraneo

Ecco come riconoscere i segnali della proliferazione dell'Ostreopsis ovata.


  • Quando la fioritura dell'Ostreopsis ovata è massiccia è possibile che sott'acqua (sugli scogli e su tutto quello che si trova sul fondo) si formi una pellicola membranosa e gelatinosa dal colore brunastro.
  • Fiocchi o filamenti brunastri dalla consistenza gelatinosa possono anche fluttuare nell'acqua o formare schiume bruno-rossicce sulla superficie.
  • A volte l'acqua può diventare opalescente.

Va inoltre ricordato che la presenza dell'Ostreopsis ovata nelle acque che bagnano le coste italiane viene periodicamente monitorata. Per conoscere i rischi ci si può quindi affidare agli esiti dei controlli.

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Via | ARPAT

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