La diagnosi di disfunzione erettile: quali sono gli esami necessari?

Identificare le cause del problema permette di affrontarlo in modo efficace. Ecco le analisi che potrebbero essere utili allo scopo

Anche se a soffrirne sono 3 milioni, solo 600 mila italiani si rivolgono a uno specialista per affrontarla: è la disfunzione erettile, un problema che attualmente riguarda 1 uomo ogni 10, ma che secondo le stime nel 2025 colpirà ben 322 milioni di individui.

Nel 95% dei casi è possibile affrontarla con successo. Il primo passo indispensabile è però una diagnosi corretta. Infatti solo conoscendo la causa alla base della disfunzione erettile è possibile trattarla agendo alla sua radice. Ma quali sono gli esami che potrebbero essere necessari per identificare tale causa?

  • Un esame completo del sangue. Potrebbe, ad esempio, rilevare un'anemia che causando affaticamento pio indirettamente portare alla disfunzione erettile.

  • Test della glicemia. Il diabete potrebbe portare a disfunzione erettile.

  • Test della funzionalità dei fegato e reni. Si basano su esami del sangue e possono escludere o confermare il coinvolgimento di problemi a questi organi.

  • Il profilo lipidico. Permette di valutare i livelli ematici dei grassi, in particolare del colesterolo. Quest'ultimo, se elevato, potrebbe essere associato a un'aterosclerosi che compromettendo la circolazione del sangue nel pene può portare a disfunzione erettile.

Disfunzione erettile diagnosi

  • Test della funzionalità della tiroide. Se iperattiva questa ghiandola può produrre un eccesso di ormoni che può contribuire alla comparsa della disfunzione erettile.

  • Analisi del livello di ormoni nel sangue. In particolare, possono essere analizzati i livelli di testosterone, di prolattina, dell'ormone follicolo-stimolante (FSH) e dell'ormone luteinizzante (LH).

  • Analisi delle urine. Possono rilevare la presenza di livelli anomali di sostanze che possono indicare la presenza di diabete, malattie ai reni o carenze di testosterone.

  • Eco-color doppler. Permette di valutare il flusso del sangue e la presenza di problemi circolatori che potrebbero portare a disfunzione erettile.

  • La valutazione della tumescenza e della rigidità notturne (NPT, nocturnal penile tumescence). Si tratta di un'analisi della funzione erettile durante la notte, durante la quale un uomo dovrebbe avere 5-6 erezioni.

  • La biotensiometria peniena. Utilizzando vibrazioni elettromagnetiche valuta la sensibilità del pene e la funzionalità dei nervi.

  • L'iniezione intracavernosa di farmaci vasoattivi. Permette di analizzare la circolazione del sangue nel pene.

  • Lo studio del riflesso bulbo-cavernoso (o RBC). Permette di analizzare il sistema urogenitale dal punti di vista neurologico.

  • Test del PSA. Permette di valutare la possibilità che alla base della disfunzione erettile ci sia un tumore, un'infezione o un ingrossamento della prostata.

Questi esami vengono in genere prescritti dopo una vista medica durante la quale vengono analizzati i diversi sintomi del disturbo, la storia clinica del paziente e le sue abitudini sessuali. Sarà il medico, in base alle risposte fornite, a indicare i test più utili per confermare e approfondire la diagnosi.

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Via | WebMD


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