Il calcio nella dieta vegana: come evitare il rischio di osteoporosi

Dieta vegana e osteoporosi: quali sono i rischi? Facciamo un po’ di chiarezza sulla questione.

Spesso quando raccontiamo di essere vegani, e di non mangiare quindi, oltre alla carne e al pesce, neanche latticini, uova e così via, una delle prime domande che ci vengono poste è quella in merito ad eventuali carenze di vitamine, minerali, ferro, proteine e così via. Bisogna a questo punto sfatare un mito: se seguita in maniera corretta e bilanciata, se non si improvvisa con pasti poco nutrienti, e se si mangia in maniera sana, questo tipo di dieta non fa assolutamente male alla salute e non comporta particolari carenze.

Del resto, anche chi mangia carne e pesce, se non si alimenta in modo sano e bilanciato, rischia di andare incontro a carenze alimentari, non è forse vero?

Detto questo, come fare ad assumere le giuste quantità di calcio, se si segue una dieta vegana? Il calcio, minerale assolutamente fondamentale per il nostro organismo e per la salute delle nostre ossa, viene fornito essenzialmente da tofu preparato con solfato di calcio (la quantità di calcio in questo caso cambierà da marca a marca, per cui è sempre meglio leggere l’etichetta del prodotto), verdure a foglia verde, cavolo riccio cotto al vapore, broccoli, il crescione, la cicoria, latte di soia o di riso e succhi di frutta arricchiti di calcio, cime di rapa, e così via.

Buone fonti di calcio sono inoltre rappresentate dalla frutta secca, ma anche da quella fresca, in particolar modo mele, mango e fragole.

Assumendo le giuste quantità di calcio durante la giornata (che ammontano a circa 1000 milligrammi se si parla di adulti di età compresa tra i 19 e i 50 anni, ed a 1200 milligrammi al giorno per chi supera i 50 anni di età) è dunque possibile tenere alla larga il rischio di malattie come l’osteoporosi, patologia che – come saprete – è provocata appunto dalla fragilità delle ossa.

Dieta vegana e osteoporosi

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via | Scienzavegetariana.it

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