Cosa significa se il muco è giallo? Ecco quando preoccuparsi

Dal colore del catarro si possono avere indizi sulla salute dell'organismo. Scopriamo cosa significano tonalità differenti

Quando si parla di muco anche i più schizzinosi devono rassegnarsi: per proteggere la salute non si può fare a meno di questa sostanza dalla consistenza appiccicosa. Per di più il suo aspetto può fornire preziosi indizi su quello che sta succedendo all'interno dell'organismo. Quando, ad esempio, è giallo può indicare un'infezione batterica in corso. Le informazioni fornite dal muco non finiscono però qui.

Per capire quanto questa sostanza sia utile per l'organismo e perché può indicare la presenza di particolari problematiche basta consocere le sue funzioni. Infatti il muco viene prodotto dalle cellule che rivestono la parete del naso, dei semi paranasali, della bocca, della gola, dei polmoni e dell'apparato digerente non solo per mantenerla umida, ma anche per proteggerla da diversi agenti potenzialmente pericolosi. L'altra sua funzione principale è infatti intrappolare elementi estranei che possono entrare nell'organismo, inclusi virus, batteri e particelle varie, agendo come un vero e proprio filtro.

Per soddisfare questa esigenza ogni giorno l'organismo ne produce 1-1,5 litri. Tuttavia in alcune circostanze, come quando si ha un raffreddore o si è in preda agli effetti di un'allergia ai pollini, l'attivazione dei meccanismi di difesa porta ad una aumento della sua produzione. Un primo indizio sullo stato di salute è quindi dato dalla quantità di muco prodotto dall'organismo.

Un'altra informazione importante arriva invece dal suo colore. mentre infatti in assenza di microbi pericolosi il muco rimane di colore chiaro, se l'organismo sta combattendo contro dei batteri tende a diventare giallo o verde. Questo fenomeno è dovuto alla presenza di enzimi contenenti ferro, ad esempio ossidasi e perossidasi, che vengono utilizzati da alcune cellule del sistema immunitario - i granulociti polimorfonucleati - per combattere i microbi. La combinazioni fra globuli bianchi morti, enzimi esausti e residui batterici, tutti contenenti grandi quantità di ferro, può conferire al muco il colore giallo o verde tanto più intenso quanto più il muco rimane all'interno dell'organismo.

Diverso è il caso in cui il muco assume un colore rosso o marroncino. In questo caso a colorarlo è il sangue, in genere in quantità che non devono destare preoccupazione. In molti casi, infatti, si tratta di sangue proveniente dalla rottura di uno dei piccoli vasi sanguigni all'interno del naso.

Un muco marrone scuro o addirittura grigio-nero è invece tipico dei fumatori o di chi è esposto a grandi quantità di polveri che possono essere inalate. Fortunatamente il muco le può bloccare prima che arrivino nei polmoni, ma ciò non significa che ci possa affidare solamente alla sua azione filtrante: non fumare e proteggere naso e bocca quando si è in ambienti contaminati da polveri è comunque indispensabile per proteggere la salute.



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Via | Gizmodo

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