Autolesionismo, le conseguenze del cutting

Quali sono le conseguenze fisiche e psicologiche del cutting? E come fare ad uscire da questo problema?

Con il termine “cutting” si intende generalmente la tendenza di una persona ad arrecarsi dolore mediante dei tagli. Il cutting è una forma di autolesionismo, che porta il soggetto a ferire ripetutamente il proprio corpo. Le ferite auto-inflitte dal soggetto non sono quali mai troppo profonde, non abbastanza perlomeno da creare danni agli organi o ai tessuti. Normalmente le parti del corpo maggiormente interessate sono le braccia, il torace e le gambe, tutte zone facilmente accessibili, ma al tempo stesso facilmente occultabili, in modo tale che il soggetto possa nascondere i segni dei tagli agli eventuali occhi “indiscreti”.

Ma per quale ragione “ci si taglia”? Normalmente gli episodi di cutting (o in generale i momenti di autolesionismo) avvengono nei momento di particolare ansia e stress. Può accadere che il soggetto si senta sopraffatto dal mondo circostante, e – nella speranza di recuperare il controllo – che si senta appunto spinto a tagliarsi in determinate parti della pelle.

Proprio la pelle rappresenterebbe secondo gli esperti un vero e proprio elemento di separazione fra “il dentro” e “il fuori”, fra ciò che sentiamo all'interno di noi e ciò che ci circonda, fra il mondo interno ed il mondo esterno insomma. Il cutting può avvenire anche a causa dei pressanti sensi di colpa avvertiti dalla persona in maniera più o meno motivata, ed a causa di una profonda insicurezza. Chi si auto-infligge delle ferite riporta di avvertire, dopo essersi ferito, una sensazione di liberazione e di piacere, un piacere che - però - dura solo qualche attimo.

Ma detto questo, è bene sottolineare che il fenomeno del cutting, e l’autolesionismo in generale, non sono assolutamente privi di conseguenze negative, sia a livello fisico che psicologico. Martoriare la propria pelle e procurarsi dei tagli profondi al punto tale da sanguinare, comporta delle conseguenze a lungo e a breve termine che è bene conoscere.

conseguenze del cutting

Fra queste, si segnala in primis il fatto che il cutting lascerà delle cicatrici permanenti sulla pelle. Se si eseguono tagli sui polsi poi, oltre al rischio di esercitare una pressione eccessiva e tagliare i vasi sanguigni, si corre anche il rischio di lesionare tendini, nervi, e muscoli, con conseguenze da non sottovalutare assolutamente.

Fra le possibili conseguenze del cutting ricordiamo anche la possibile diminuzione di sensibilità della parte. I tagli possono inoltre infettarsi, specialmente se una persona utilizza degli strumenti non sterili o sporchi. Infine, quella di tagliarsi potrebbe diventare un’abitidine che porta ad assuefazione, per cui il cutting potrebbe diventare un comportamento compulsivo, poiché il cervello inizia a collegare il falso senso di sollievo dai sentimenti negativi con l'atto di tagliare, e desidera ardentemente rifarlo ogni volta che il soggetto avvertirà tensione. In questo modo, un comportamento che comincia con il desiderio di sentirsi più sotto controllo, può portare il soggetto a perdere il proprio controllo.

Se siete preoccupati che il vostro problema di autolesionismo possa provocare anche solo alcuni di questi effetti a lungo termine, è senza dubbio giunto il momento di cercare di fare qualche passo verso il recupero, grazie all'aiuto di persone esperte. Inizialmente potrà sembrare tutto molto difficile e scoraggiante, ma un passo alla volta, vedrete che riuscirete a risolvere questo problema, e riuscirete a gestire le tensioni della vita quotidiana in maniera diversa, in maniera più sana.

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via | Thesite.org
Foto | da Flickr di Madeleine Burleson

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