Scambio di embrioni al Pertini, respinto il ricorso dei genitori biologici

L'errore commesso all'ospedale capitolino lo scorso dicembre sembra destinato a portare le coppie coinvolte in tribunale. Ecco le loro posizioni

Sono passati ormai 3 mesi dalle ultime notizie circa lo scambio di embrioni avvenuto nel mese di dicembre all'Ospedale “Sandro Pertini” di Roma. Ora i genitori biologici dei due bambini che presto verranno alla luce annunciano attraverso i mezzi di comunicazione di avere intenzione di registrarli all'anagrafe con il loro cognome e di ricorrere alla giustizia per tutelare quelli che definiscono “i diritti dei nostri figli”.

La coppia racconta che non avrebbe voluto portare il caso in tribunale, ma definendosi delusa e stanca della “ mancanza di responsabilità dimostrata a tutti i livelli fino ad oggi” afferma senza mezzi termini: “Ce li dovranno restituire”.

Una battaglia fra genitori

fecondazione assistita

I genitori biologici dei bambini hanno raccontato di aver lanciato degli appelli all'altra coppia protagonista della vicenda, che sarebbe però letteralmente sparita.

Magari avremmo potuto trovare una soluzione

hanno dichiarato

Comprendiamo il loro stato d'animo. Sappiamo però che essere madre e padre significa preoccuparsi di tutelare prima di tutto i bambini. Sfuggire agli appelli e portarci ad uno scontro inevitabile vuole dire non fare il bene di nessuno.

Secondo le notizie diffuse dal Corriere della Sera il ricorso d'urgenza presentato dai genitori biologici chiederebbe di ordinare all'altra coppia di fornire tutte le informazioni sullo stato di salute dei bambini, di comunicare dove avverrà il parto per poter “formare l'atto di nascita” e che al momento della nascita vengano “consegnati ai genitori genetici”, definendo la maternità della donna che porta in grembo i due bambini “surrogata involontaria – o di fatto – ma consapevole”. In altre parole, la donna non ha acconsentito di essere una “madre surrogato”, ma sa di esserlo.

Gli avvocati dei genitori biologici chiedono inoltre di “diffidare tutti gli ufficiali dello stato civile presso le anagrafi della Repubblica dal formare l’atto di nascita dei due gemelli in contrasto con la verità genetica”.

L'altra coppia coinvolta nella vicenda ha per ora deciso di rispondere a mezzo stampa dichiarandosi dispiaciuta per i genitori biologici, ma non disposta a condividere il ruolo di genitori.

Il vuoto legislativo in materia è dalla nostra parte

ha dichiarato l'uomo.

Noi eravamo disponibili ad incontrare l'altra coppia, ma alla nostra richiesta di conoscere il motivo del confronto si sono negati.

Un invito al comportamento solidale

donazione gameti

In questo clima da vera e propria battaglia, c'è anche chi invita al comportamento solidale. Il Comitato nazionale di bioetica coordinato da Lorenzo D'Avack si augura che le competizioni vengano meno e

che le famiglie coinvolte siano in grado di comprendere i sentimenti e di rispettare l’etica della responsabilità e della solidarietà nei confronti dei nati

sottolineando:

Nessuna delle due coppie deve essere esclusa dalla vita dei nati.

Per ora nessuno sembra però intenzionato a seguire questi consigli.


    Aggiornamento dell'8 agosto.

    Era stata fissata per oggi l'udienza per valutare le richieste dei genitori biologici dei “gemellini contesi” concepiti al Pertini, ma a quanto si apprende dal quotidiano La Stampa i due bambini sarebbero già nati. Il parto sarebbe avvenuto lontano dalla capitale e la coppia che li ha portati in grembo li avrebbe già registrati all'anagrafe.

    Ciò renderebbe la donna che ha portato avanti la gravidanza e il suo compagno genitori dei piccoli a tutti gli effetti agli occhi dello Stato. Durante l'udienza, quindi, non si potrà far altro che prendere atto della nascita dei piccoli.

    (Via | Cornaca e Attualità)

    Aggiornamento del 9 agosto.

    Il giudice Silvia Albano ha respinto il ricorso presentato dai genitori biologici dei gemellini "contesi" al Pertini, sottolineando sia l'importanza della donna che li ha partoriti sia quella dell'uomo che li ha registrati all'anagrafe.

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Via | Corriere della Sera; ANSA; AdnKronos

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