L'otosclerosi può essere causa di invalidità? I sintomi e l'intervento

L'otosclerosi è una malattia progressiva che riduce la capacità uditiva talvolta fino alla sordità. Insorge in età adulta e può essere causa di invalidità. Vediamo come si manifesta e le cure appropriate

L’otosclerosi è una delle più comuni cause di riduzione dell’udito (ipoacusia) e di sordità nelle persone adulte, e colpisce in prevalenza il sesso femminile anche in giovane età. Si tratta di una patologia progressiva le cui cause sono sconosciute, ma probabilmente vi gioca un ruolo cruciale il fattore ereditario e genetico.
L’otosclerosi insorge subdolamente, con una progressiva perdita dell’udito causata da una sorta di “blocco” degli ossicini che si trovano nell’orecchio medio e interno, in particolare della staffa, responsabili della propagazione del suono e dell’invio degli impulsi sonori al cervello.
Otosclerosi
Dal momento che questo meccanismo diventa deficitario, la persona, per poter riacquistare perfettamente l’udito, potrebbe dover ricorrere ad un apparecchio acustico, e quindi di fatto possiamo annoverare l’otosclerosi tra le malattie invalidanti, specialmente quando si manifesti in giovane età. Quali sono i sintomi?

Semplicemente una riduzione dell’udito da uno o da entrambi gli orecchi, talvolta associato ad altri fenomeni come acufeni e ronzii. Una persona che si accorga di non sentire più bene dovrà, quindi, recarsi subito dall’otorino per un visita di controllo e per sottoporsi agli esami diagnostici. Questi prevedono:


  • Acumetria, con prove di voce e diapason


  • Audiometria per via aerea (facendo arrivare dei suoni al paziente tramite delle cuffie), e per via ossea valutando la trasmissione degli impulsi
  • Impedenziometria, che prevede un’ispezione dell’orecchio attraverso una sonda

Una volta giunti alla diagnosi di otosclerosi, la cura più indicata è l’intervento di rimozione della staffa "bloccata", chiamato stapedectomia, praticato in anestesia totale o locale, che permette di riposizionare in modo corretto la membrana timpanica.

Se quest’ultima, e il nervo acustico funzionano correttamente, si ottiene la guarigione completa o un recupero dell’80% dell’udito , tornando perciò a sentire normalmente senza ricadute negli anni. Si tratta , quindi, di un intervento risolutivo che evita la necessità di dover ricorrere ad un apparecchio acustico.

Se l’otosclerosi colpisce entrambe le orecchie, la stapedectomia si può eseguire a distanza di qualche settimana prima su un orecchio e poi sull’altro. L’operazione non lascia cicatrici visibili e non presenta complicazioni particolari. Dopo l’intervento il recupero dell’udito, anche se inizialmente potrebbe essere parziale, è quasi immediato.

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Foto| via Pinterest

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