Cancro alla pelle, le creme solari non annullano il rischio

Le creme solari, anche quelle con fattore elevato, non proteggono del tutto dall'azione dannosa e cancerogena dei raggi UV del sole



Non basta cospargersi generosamente di crema solare adatta al proprio fototipo per ritenersi del tutto al riparo dal possibile rischio di cancro alla pelle.

E’ la conclusione (non certo rassicurante), a cui è giunta la ricercatrice spagnola Berta López Sánchez-Laorden (Università Miguel Hernández di Elche e Alto consiglio per la Ricerca scientifica di Spagna) grazie ad uno studio da lei coordinato a proposito dell’effetto protettivo delle creme solari nei confronti del più comune e aggressivo tumore della pelle, il melanoma.
A woman spreads sunscreen on the back of


Secondo la ricerca, infatti, neppure l’applicazione di un filtro solare ad alto fattore di protezione (SPF 50+) è in grado di impedire del tutto che i raggi ultravioletti del sole penetrino profondamente nel derma danneggiandone il DNA e predisponendo, quindi allo sviluppo del melanoma, il più pericoloso tra i tumori maligni cutanei perché può insorgere anche in giovane età.

In pratica, se è vero che ricoprire la propria pelle con uno strato abbondante di crema solare quando si prende il sole, rinnovando l'applicazione ogni 2 ore come consigliato dai dermatologi, costituisce un’ottima barriera contro gli effetti più superficialmente nocivi dei raggi UV (eritemi e scottature, e invecchiamento cutaneo), lo stesso non si può dire per quanto riguarda i danni più seri.

L’azione cancerogena del sole è legata all’esposizione ai raggi UV-B, che non sono quelli che provocano le scottature, ma che insidiosamente penetrano nel derma alterandone il DNA cellulare. Lo studio è stato condotto sui topi di laboratorio, che erano stati geneticamente modificati in modo da essere predisposti allo sviluppo del melanoma.

I ricercatori, esponendo i roditori ai raggi ultravioletti, hanno visto che si provocava un danno in particolare al gene p53 presente nei melanociti, le cellule che producono la melanina, la cui proliferazione anomala è all’origine del melanoma.

Questo studio, naturalmente, dovrà essere rinforzato ulteriormente da altre evidenze scientifiche, e tuttavia ci deve indurre senza dubbio alla prudenza e alla moderazione nell’esposizione al sole. Anche se ben protetti dalle creme, meglio evitare le ore più calde – dalle 12 alle 16 – in cui i raggi UV sono più intensi. Ci abbronzeremo ugualmente, magari con più lentezza, ma sicuramente esporremo la nostra pelle (e la nostra salute) a molti meno inutili rischi.

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Fonte| Alphagalileo

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