La resezione transuretrale: indicazioni, controindicazioni e rischi

È l’intervento più diffuso al mondo per risolvere i problemi legati alla prostata ed è solitamente legato alla presenza di una neoplasia che non permette il completo svuotamento della vescica.

La resezione transuretrale è un intervento endoscopico, che nel caso della prostata serve a risolvere determinato dalla prostata allo svuotamento della vescica. Come avviene? Si asporta la porzione più interna della ghiandola per via uretrale. Questa tecnica si può eseguire in anestesia regionale o optare una totale in casi specifici.

intervento prostata

Nella maggior parte dei casi si interviene con un’operazione di questo genere perché si è diagnosticata una neoplasia o un’iperplasia che ostruire lo svuotamento della vescica. Dopo l’intervento, al paziente viene applicato un catetere con sistema di lavaggio continuo della vescica per tre giorni.

Dopo l’intervento viene applicato un catetere vescicale con sistema di lavaggio continuo della vescica. In assenza di complicazioni il catetere è rimosso in media dopo 3 giorni. In assenza di complicazioni la degenza ospedaliera media è di 4-5 giorni. La preparazione prevede invece una profilassi antibiotica per evitare infezione e antitrombotica.

Esistono dei rischi? Ovviamente sì. Il 60 percento degli operati manifesta l’eiaculazione retrograda e sono diffusi lievi disturbi a urinari per circa 3 mesi. Esiste anche la Sindrome da TURP (sindrome dovuta al riassorbimento del liquido di lavaggio che comporta confusione, nausea, vomito, disturbi nervosi ed instabilità circolatoria) e anche a distanza di tempo dall’operazione si possono creare le stenosi dell’uretra e le sclerosi del collo vescicale.

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.

Via | Pagni Urologia

Foto | Pinterest

  • shares
  • +1
  • Mail