Il carcinoma midollare della tiroide: sintomi, terapia e rischio metastasi

Il carcinoma midollare della tiroide è una rara forma tumorale maligna che colpisce la tiroide, spesso ereditaria. Vediamo come si manifesta e le cure


Il carcinoma midollare della tiroide è una forma tumorale maligna piuttosto rara, che rappresenta circa lo 0,5% di tutti i tumori a carico di questa importante e delicata ghiandola endocrina situata alla base del nostro collo.

In cifre, circa 200 persone all’anno, in Italia, si ammalano di carcinoma midollare tiroideo. Questo tumore può essere sporadico, quindi presentarsi isolatamente sul soggetto colpito, oppure avare un’origine genetica ereditaria (circa il 20-25% dei casi). In questo secondo caso la diagnosi e, di conseguenza, la tempestività della cura, sono naturalmente facilitate.
Carcinoma-midollare-tiroide


In verità potremmo definire questa forma di cancro neppure un vero e proprio tumore tiroideo, perché colpisce le cellule C localizzate nella ghiandole, preposte alla produzione della calcitonina, un ormone che serve ad abbassare i livelli di calcio nel sangue quando siano troppo elevati.

Di recente si è scoperto che all’origine della proliferazione tumorale c’è una mutazione genetica, nello specifico quella del gene detto “RET”, localizzato nel cromosoma 10. Questo carcinoma si manifesta sotto forma di nodulo, che può formare metastasi nella regione del collo e, se non diagnosticato in tempo, anche in altri organi più lontani come fegato e polmoni. Quali sono i sintomi del carcinoma midollare della tiroide? Ecco i campanelli di allarme (comuni a qusi tutti i tumori della tiroide):


  • Difficoltà nella deglutizione (disfagia)
  • Tumefazione nella regione del collo
  • Raucedine che non passa
  • Gonfiore della ghiandola tiroide
  • Tosse secca stizzosa
  • Difficoltà nella respirazione (dispnea)
  • Mal di gola
  • Diarrea e arrossamento del viso (stadio avanzato della malattia)

La diagnosi del carcinoma midollare della tiroide arriva dopo l’analisi dell’agoaspirato (o meglio, l'esame citologico del materiale ricavato), in associazione al test ematico per la misurazione dei livelli di calcitonina. La terapia di nuova generazione, totalmente all’avanguardia, permette di curare questo tumore in modo assolutamente non invasivo ed efficace.

Basta assumere (anche a vita) una compressa di Vandenatib, un principio attivo in grado di bloccare per sempre il tumore. In passato l’unica terapia possibile era l’asportazione del nodulo rumorale che, se localizzato, permetteva la guarigione completa, ma se già metastatico, prevedeva solo cicli di chemioterapia e radioterapia poco efficaci.

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Foto| via Pinterest

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