Meflochina per la malaria: scheda tecnica e meccanismo d'azione

Come funzionano i medicinali contro la malaria che si basano su questo principio attivo e quando assumerli.

La meflochina è il principio attivo di comuni farmaci contro la malaria che vengono tuttora utilizzati nel trattamento di questa malattia tropicale trasmessa dalle zanzare, ancora endemica in alcune zone dell'Africa e del Sudamerica. La meflochina è, assieme al malarone, uno dei medicinali più conosciuti da somministrare quale profilassi per la malaria.

Il meccanismo d'azione della meflochina si basa sul

principio dell'inibizione della polimerizzazione dell’eme impedendo la formazione di emozoina.

La puntura della zanzara anofele responsabile della malaria trasmette nell'uomo le uova di 4 specie (Plasmodium Falciparum, Vivax, Ovale e Malariae) del plasmodio della malattia. Entrati nell'organismo attraverso il sangue, queste uova maturano negli epatociti del fegato e invadono i globuli rossi, riproducendosi e causando la distruzione dei globuli rossi: la meflochina inibisce il meccanismo di riproduzione dellle uova di zanzara, trasformandole in prodotto di scarto e impedendo che attacchino i globuli rossi. In questo modo aiuta a tenere sotto controllo l'eventuale progressione e le complicazioni della malaria.

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Il punto di forza della meflochina è nella somministrazione: la si assume una volta a settimana partendo da 1 somministrazione da fare prima della partenza per un luogo esotico dove si potrebbe correre il rischio di contrarre la malaria, e finendo con l'assunzione da portare avanti per 4 settimane dall'uscita dall'area a rischio malarico.

Come tutti i medicinali, anche la meflochina ha svariati e pericolosi effetti collaterali che purtroppo, nonostante le ricerche approfondite per produrne una versione "ripulita" e con minori controindicazioni, non sono stati ancora eliminati: ad essere interessato è principalmente il sistema nervoso, perché la meflochina ha un meccanismo d'azione fortemente irritativo e neurotossico nei soggetti in buona salute. Nonostante sia utilizzabile in gravidanza e volendo anche nei bambini, è considerata comunque piuttosto dannosa perché può indurre le persone più deboli in stati psicotici allucinatori anche pericolosi. L'AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha rilasciato nel giugno 2013 una nota in merito:


La meflochina può indurre disordini neuropsichiatrici potenzialmente gravi. Le più comuni reazioni neuropsichiatriche alla meflochina includono sogni anomali, insonnia, ansia e depressione. Sono stati inoltre riferiti allucinazioni, psicosi, suicidio, pensieri suicidi e comportamento autolesionista. La meflochina deve essere interrotta immediatamente e sostituita con un altro medicinale per la profilassi antimalarica. È necessario avvisare i pazienti che qualora durante la chemioprofilassi con meflochina manifestassero una reazione neuropsichiatrica, dovranno smettere immediatamente di assumere la meflochina e rivolgersi con urgenza a un medico.

Via | Cesmet, Pagine Sanitarie, Young

Foto | Flickr

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