Cos'è l'anca a scatto e quando è necessario l'intervento

L'anca a scatto è un disturbo che colpisce soprattutto le donne, e che può avere diverse cause. Vediamo come si interviene

E’ un curioso disturbo l’anca a scatto, caratterizzato, come intuibile dalla definizione stessa, dalla manifestazione di scatti rumorosi dell’articolazione dell’anca mentre si compiono normali movimenti. Si tratta di un disturbo che più facilmente interessa le donne, per la particolare anatomia del bacino femminile, in genere giovani adulte.
Lo “scatto”, una sorta ci piccolo “crack” secco, può essere saltuario, ma più spesso ricorrente, e può essere lieve, e quindi percepibile solo dal soggetto, oppure talmente forte da essere udito anche dagli esterni.
Anca-a-scatto
L’anca a scatto non è un problema, in realtà, quanto piuttosto una condizione congenita, legata, nella maggior parte dei casi, alla conformazione anatomica della donna (o dell’uomo, perché anche i ragazzi possono avere un'anca che "scoppietta", anche se con minor frequenza rispetto alle donne) che la manifestano.

Solo raramente gli scatti dell’anca possono essere originati da un trauma – che a sua volta può modificare l’assetto del bacino – da una lesione infiammatoria o da un processo degenerativo, ad esempio l’artrosi dell’articolazione. Detto questo, che fare in presenza del disturbo per alleviarlo?

Intanto, l’anca a scatto va trattata solo ed esclusivamente quando sia associata a dolore, il quale si può manifestare all’inguine, al fianco, al ginocchio o al gluteo. Senza fare nulla, infatti, in assenza di sintomi dolorosi, in genere il fenomeno regredisce da solo e scompare.

Se, però, la persona avverte fastidio, allora è bene porre rimedio al problema, e per farlo ci sono diverse strade. Si comincia con la ginnastica, perché esistono esercizi specifici che hanno lo scopo di allungare le strutture dell’articolazione che scattano. Lo yoga, ad esempio, è lo sport consigliato, così come il pilates con l'ausilio della fit-ball.

Se questo non dovesse bastare, oltre a poter ricorrer a farmaci antinfiammatori e pomate ad uso topico per ridurre il dolore (senza abusarne), o a punture di cortisone, esiste la possibilità risolutiva dell’intervento chirurgico. Lo scopo di questa operazione è quello di distendere il tendine e la fascia muscolare troppo contratte. Si tratta di un intervento che deve però stabilire l’ortopedico solo se strettamente necessario, sebbene semplice e minivasivo.

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Foto| via Pinterest

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