Metodo Stamina, Andolina commissario ad acta: interviene il Csm

Il vicepresidente di Stamina Foundation dovrebbe garantire le infusioni ordinate dal tribunale di Pesaro, ma la decisione dei giudici ha fatto attivare il Consiglio Superiore della Magistratura

Discussioni dentro ad altre discussioni: il caso Stamina sembra aver iniziato ad assumere l'aspetto di una matrioska. All'interno del dibattito sull'opportunità di somministrare le infusioni secondo il metodo messo a punto dai collaboratori di Stamina Foundation è infatti nato quello su quanto sia opportuno che siano dei giudici anziché dei medici a decidere se un paziente debba ricevere una terapia. All'interno di questo è poi nato il dibattito su quanto sia giusto che un medico si rifiuti di somministrare ai pazienti un trattamento che non ritiene opportuno. Ora, infine, arriva la bambolina più piccola: è giusto che sia il vicepresidente della fondazione “madre” del trattamento in questione a dover assicurare che venga messa in atto una sentenza che obbliga dei medici a somministrarlo?

A far nascere questa domanda è la decisione del tribunale di Pesaro, risalente allo scorso 3 giugno, di nominare Marino Andolina - il vicepresidente di Stamina Foundation, indagato dalla procura di Torino nell'ambito dell'inchiesta sul metodo Stamina - commissario ad acta affinché vengano somministrate le infusioni di cellule preparate secondo il metodo Stamina a un paziente marchigiano affetto dal morbo di Krabbe. In altre parole, dopo che Ottavio Di Stefano, presidente dell'Ordine dei Medici di Brescia, ha rinunciato all'incarico affidatogli dal tribunale, ora dovrebbe essere Andolina ad far sì che paziente possa riprendere le infusioni come stabilito da una sentenza dello scorso 13 dicembre.

metodo stamina tar lazio

Anche nel caso di questa nuova tappa della vicenda le polemiche non si sono fatte attendere. Secondo Luigi Zanda, capogruppo del PD al Senato,

la nomina di Marino Andolina a commissario ad acta degli Spedali civili di Brescia, cioè con la funzione di magistrato esecutore dell'ordinanza, al fine di riprendere le infusioni di cellule staminali mesenchimali, appare molto discutibile.

Anche Mario Mantovani, assessore alla Salute alla Regione Lombardia, si è dichiarato preoccupato per questa decisione, definendola

l'ennesimo intervento della magistratura che conferma ancora una volta quanto da tempo noi sosteniamo: la Regione Lombardia per poter intervenire necessita di nuovi provvedimenti di carattere legislativo, e intanto non può che prendere atto dei pronunciamenti dei giudici che è chiamata ovviamente a rispettare.

Ma la questione è andata oltre al puro dibattito. Il comitato di presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura avrebbe infatti disposto la trasmissione di un fascicolo relativo alla vicenda e, più in particolare, alla nomina di Andolina a commissario ad acta alla prima commissione e alla procura generale della Cassazione.

Nel frattempo, stando alle dichiarazioni del vicepresidente di Stamina, sarebbe “tutto fermo”. Andolina ha dichiarato di aver parlato con il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia, Ezio Belleri:

Mi ha chiesto un nuovo parere da parte del tribunale di Pesaro sulla mia possibilità legale di dare ordini ai medici e in caso di loro rifiuto di prendere il loro posto.

Ulteriori dettagli non sono noti. L'ANSA ha cercato di approfondire i contenuti dell'ordinanza del tribunale di Pesaro, ma il suo presidente, Mario Prefetti, ha spiegato che

essendo tutt'ora pendente il procedimento, i cui sviluppi non sono prevedibili, non mi è consentito rilasciare informazioni, in applicazione di una regola legislativa di tipo deontologico che, per quanto mi riguarda, ho sempre rispettato e fatto rispettare.


    Aggiornamento del 12 giugno 2014.

    Gianfranco Ciani, procuratore generale della cassazione, ha avviato una preistruttoria per verificare se esiste la possibilità di mettere in atto un'iniziativa disciplinare a seguito della nomina di Marino Andolina a commissario ad acta da parte del tribunale di Pesaro. Gli accertamenti potrebbero riguardare anche i contrasti fra le procure che si stanno occupando del caso Stamina.

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Via | Ansa

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