Cos'è la sindrome da alimentazione notturna, le cause e i rimedi

La sindrome dell’Alimentazione Notturna è un problema abbastanza diffuso e si manifesta con la voglia di abbuffarsi nel cuore della notte.

La sindrome dell’Alimentazione Notturna è quella malattia che causa la voglia irresistibile di abbuffarsi nel cuore della notte. In inglese è anche detta Nes, Night Eating Syndrome, e si è sempre pensato che sia un problema di natura psicologica, proprio come altri disturbi alimentari, quali la bulimia, l’anoressia o l’ortoressia. Un recente studio ha però scoperto che dietro alla sindrome da alimentazione notturna potrebbe esserci una mutazione genetica.

a hungry girl opens the fridge

Secondo Satchidananda Panda, esperto del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla, e i suoi collaboratori, alla base c’è una coppia di geni (PER1 e PER2) che regola i ritmi circadiani (sonno-veglia) sia l’appetito. Le mutazioni di questi geni potrebbero essere responsabili di questo disturbo. Il principale autore della ricerca ha commentato:

Non ci saremmo mai aspettati di essere in grado di disaccoppiare il ciclo sonno-veglia e il ciclo alimentare, soprattutto con una semplice mutazione.

Quando i geni PER1 e PER2 sono mantenuti in sincronia, i cicli di sonno e del cibo sono in armoni, la più piccola mutazione, anche di uno solo dei due, fa perdere l’equilibrio. Quali sono i sintomi della Nes? Scarso appetito durante il giorno e fame atavica la sera e di notte, frequenti risvegli notturni, stress, depressione, ma anche difficoltà di addormentarsi senza mangiare qualcosa. Le persone più colpite hanno tra i 30 e i 40 anni. Ovviamente, consumare cibo – spesso senza cucinarlo e direttamente dal frigorifero – per poi sdraiarsi a letto e continuare a dormire, causa squilibri nella dieta e favorisce l’insorgere dell’obesità.

Se alla base quindi non c’è un problema psicologico, come si pensava all’inizio, ma genetico, l’unico modo è agire sul comportamento, educandosi a resistere. Impostando pasti a orari molto rigidi e ben distribuiti nell’arco della giornata. L’aiuto di uno psicologo, esperto in disturbi alimentari, può comunque essere importante.

Foto | Pinterest

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