Metodo Stamina: l'ordine dei medici si appella al Codice etico

Di fronte a una nuova ordinanza di tribunale il presidente dell'Ordine di Brescia ricorda i principi deontologici della professione

Il metodo Stamina mantiene viva la guerra aperta tra medici e giudici. Mentre, da un lato, i primi si appellano al loro Codice etico (peraltro di recente rinnovato) per rifiutarsi di somministrare le infusioni di cellule secondo il protocollo utilizzato fino a qualche settimana fa agli Spedali Civili di Brescia, i secondi sembrerebbero voler imporre all'Ordine dei medici di Brescia di trovare qualcuno disposto a praticarle, sia che si tratti di personale interno al nosocomio, sia che si debba ricorrere alle prestazioni di medici esterni.

In particolare, sarebbe il tribunale di Pesaro a voler ordinare a Ottavio Di Stefano, presidente dell'Ordine bresciano, di individuare i medici disponibili a praticare le infusioni presso gli Spedali Civili. Di Stefano, dal canto suo, si appella all'articolo 4 del nuovo Codice deontologico, in base al quale

l'esercizio professionale del medico è fondato sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità.

Il medico ispira la propria attività professionale ai principi e alle regole della deontologia professionale senza sottostare a interessi, imposizioni o condizionamenti di qualsiasi natura.

Al momento i medici di Brescia hanno comunicato di non voler proseguire con le infusioni fino a che non arriverà il parere del Comitato scientifico nominato dal Ministero della Salute per pronunciarsi sul metodo Stamina.

Di fronte all'ordinanza del tribunale di Pesaro Di Stefano ha annunciato:

Agirò secondo il Codice deontologico, in scienza e coscienza e in assoluta tranquillità. Mi riservo di valutare l'ordinanza con il Consiglio direttivo, e prenderò una posizione nel momento in cui i giudici di Pesaro mi daranno tale incarico ufficialmente.

La mia sarà una posizione in linea con quanto l'Ordine ha stabilito e con quanto il Codice prevede. Come presidente sono il primo custode del Codice e lo devo rispettare, indipendentemente da altre situazioni.

infusioni

Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), sembra totalmente d'accordo con Di Stefano.

Le terapie segrete non possono essere somministrate, lo vieta il Codice, e per questo motivo affiancheremo il presidente dell'Ordine di Brescia e siamo solidali con tutti i medici degli Spedali Civili

ha dichiarato Bianco, secondo cui l'ordinanza

mette il presidente Di Stefano in una palese situazione di conflitto di interesse istituzionale.
Credo che Di Stefano assumerà decisioni coerenti rispetto a tali constatazioni e la Fnomceo sarà con lui.

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Via | Ansa Valle d'Aosta

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