L'agobiopsia è dolorosa? Come si esegue e le indicazioni principali

L’agobiospia è il prelievo di una piccola porzione di tessuto con un ago, sotto controllo radiologico o ecografico.

L’agobiospia è nota anche come agoaspirato ed è un esame che consente di prelevare tessuti e cellule per eseguire esami di laboratorio, alla ricerca di eventuali formazioni tumorali. Di norma prima si eseguono radiografie, Tac o Pet e poi una volta rivelata la presenza di sospette lesioni tumorali s’interviene con questo sottilissimo ago con cui s’ispira materiale biologico.

biopsia

L’ago è cavo ed è un pochino più spesso di quello delle siringhe normali, in modo tale da prelevare un campione sufficiente di tessuto. Questi campioni possono poi essere sottoposti a esame citologico o a biopsia. Quali sono le zone maggiormente interessate a questo esame? È frequente alla tiroide, alla mammella, al midollo osseo e ai polmoni. Ora la domanda più importante: fa male?

È un esame che non fa male, semmai un po’ di fastidio. Alla tiroide per esempio non richiede neanche anestesia, così come al seno. Semmai possono subentrare degli ematomi dopo qualche ora dal prelievo: in questo caso si consiglia un po’ di ghiaccio, niente di più. L’esame dura pochi minuti: ci si sdraia su un lettino e si cerca, anche se è oggettivamente difficile, di rilassarsi. Non richiede il digiuno, solo l’accortezza di restare fermi.

Foto | Flickr

Via | Humanitas

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