Metodo Stamina, gli Spedali Civili ai pazienti: "Non presentatevi"

Marino Andolina vorrebbe riprendere a trattare i pazienti già domani, ma il no dell'ospedale sembra categorico

Nonostante quanto sostenuto dagli avvocati del presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, gli Spedali Civili di Brescia non hanno alcuna intenzione di riprendere a somministrare ai pazienti le infusioni di cellule staminali secondo i protocolli del metodo Stamina. Ad annunciarlo attraverso un comunicato ufficiale è la stessa struttura bresciana, che invita i pazienti a non presentarsi nonostante Marino Andolina, vice presidente di Stamina Foundation, abbia dato la sua disponibilità a somministrare egli stesso il trattamento già domani, lunedì 5 maggio.

Per ammissione dello stesso Andolina perché ciò fosse possibile sarebbe però necessario che l'ospedale gli chieda di entrare nella struttura esterna e, almeno per il momento, non sembra proprio che sia questa l'intenzione del nosocomio bresciano.

Nel loro comunicato gli Spedali Civili hanno fatto sapere che i motivi per cui le infusioni non riprenderanno sono tre: da un lato, la sospensione della collaborazione comunicata tempo fa dai clinici e la mancanza, riscontrata dagli Spedali stessi, di “altri operatori disponibili a porre in essere le attività necessarie alla somministrazione del cosiddetto trattamento Stamina”; dall'altro, il fatto che la presenza della biologa ritenuta “da tutti” l'unica in grado di preparare il materiale da somministrare ai pazienti “non è assicurata”.

La posizione del Ministro della Salute

ministero della salute metodo stamina

Rispondendo alle domande dei giornalisti sull'evoluzione del “caso Stamina”, il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato:

Attendo il responso del secondo comitato dopodiché potremo mettere parola fine a questa vicenda.

Comprendo benissimo la situazione delle famiglie, ho parlato con tanti di loro. Ma l'Italia è un Paese del primo mondo, non del terzo, dobbiamo garantire le cure a tutti, ma se si rispecchiano ad una evidenza e ai minimi di protocolli di sperimentazione. Ad oggi tutto quello che noi sappiamo di questo metodo è assolutamente negativo, c'è anche un processo in corso. Ma comunque, siccome non sono uno scienziato né un ricercatore, attendo il responso del comitato.

Secondo Pasquale Scrivo e Liborio Cataliotti, i due nuovi avvocati di Vannoni, se gli Spedali Civili di Brescia non dovessero riprendere il trattamento su un bambino malato come disposto da Antonio Genna, giudice di Marsala, i genitori del piccolo potrebbero servirsi addirittura della forza pubblica per ottenere le infusioni. Nonostante ciò l'azienda ospedaliera bresciana sembra non avere dubbi: domani i trattamenti non riprenderanno.

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Via | Ansa Valle d'Aosta

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