Pubblicità negli ospedali, via libera per raccogliere fondi

Via libera alla pubblicità all'interno degli ospedali: le strutture, sempre a caccia di fondi per poter garantire le prestazioni ai pazienti, potranno infatti ospitare cartelloni pubblicitari. Ecco cosa potrà essere esposto.

Pubblicità negli ospedali

Anche negli ospedali si potrà fare pubblicità: all'interno delle strutture sanitarie, sempre a caccia di fondi per poter garantire le prestazioni previste per i pazienti e la vita stessa dei nosocomi, potranno essere ospitati cartelloni e pannelli pubblicitari, che potranno sponsorizzare, ad esempio, prodotti legati al mondo della sanità, prodotti per i bambini, ma anche pubblicità legate ad assistenza ai malati e agli anziani a domicilio o in strutture della zona.

E' quello che succederà a Milano negli Istituti Clinici di Perfezionamento, che hanno affidato ad una concessionaria privata la gestione di 213 spazi pubblicitari che saranno ospitati in 23 poliambulatori e 4 presidi come l'ospedale pediatrico Buzzi, il Centro ortopedico traumatologico e gli ospedali di Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni. La concessione durerà 5 anni e permetterà all'ospedale di incassare, per ogni affissione, 363 euro l'anno, per un totale di circa 80mila euro l'anno.

La concessione, dopo un bando pubblico, è stata affidata alla Meneghini & Associati con sede a Vicenza, una concessionaria pubblicitaria che lavora già nell'ambito della sanità con convezioni di questo tipo in ospedali e centri sparsi tra la Lombardia, il Veneto, la Liguria e l'Emilia Romagna.

Ovviamente gli sponsor verranno scelti in maniera tale da essere in linea con la struttura che li ospita: no a pubblicità di pompe funebri, case farmaceutiche, sexy shop e prodotti vietati ai minori. Sì ai prodotti sanitari e di servizio per le persone, all'abbigliamento e ai giocattoli per i più piccoli, ai centri termali... Le pubblicità, comunque, prima di comparire negli ospedali dovranno essere approvate da una commissione etica interna alla direzione sanitaria della struttura.

In tempi di spending review che colpisce anche la sanità, si tratta di un modo per poter guadagnare un po' di soldi, sfruttando le risorse che non erano ancora state sfruttate, come spiega il direttore generale Alessandro Visconti:

Il ricavato sarà destinato al miglioramento dei servizi offerti dall’amministrazione sanitaria ai pazienti.

Foto | da Flickr di hospitalpiccolefiglie

Via | Repubblica

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.
  • shares
  • +1
  • Mail