Allergie ai farmaci, parola agli esperti

Anche Miley Cyrus è finita in ospedale per colpa di una reazione allergica a un antibiotico. Quali sono i rischi che si corrono?

La primavera è tipicamente tempo di allergie. A scatenare reazioni eccessive del sistema immunitario non sono, però, solo i pollini che riempiono l'aria con l'aumento delle temperature: alcuni allergeni non conoscono stagione e provocano effetti indesiderati e a volte gravi in qualsiasi momento dell'anno. E' questo il caso delle sostanze che scatenano le allergie ai farmaci, un problema riportato alla ribalta delle cronache dalle recenti vicissitudini della cantante Miley Cyrus, finita in ospedale a causa di una reazione indesiderata all'assunzione di un antibiotico utilizzato per curare la sinusite.

La diffusione del problema, più ampia di quanto si potrebbe pensare, porta gli esperti a ricordare i possibili rischi nascosti dietro a quelle che dovrebbero essere molecole fatte apposta per proteggere piuttosto che per minacciare la salute.

L’allergia a farmaci è, purtroppo, un’allergia che può colpire chiunque, bambini, adulti ed anziani

spiega Massimo Triggiani, docente dell'Università di Salerno e past president della Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC).

Non sempre ci sono indagini per poterla prevedere in anticipo e, soprattutto, può verificarsi anche con farmaci che sono stati assunti per molto tempo senza reazioni.

Le stime attuali parlano di almeno un italiano su 100 ad aver avuto o ad essere destinato ad avere una reazione a un farmaco, a un anestetico o a un mezzo di contrasto utilizzato in radiologia.

Questo numero, già di per sé impressionante, è destinato a crescere significativamente nei prossimi anni sia per l’impiego sempre più diffuso di farmaci e molecole ad uso diagnostico sia per l’immissione in commercio di nuovi agenti farmacologici ad uso terapeutico

precisa Triggiani, spiegando che

esiste, ovviamente, un rapporto diretto tra la frequenza di uso di un farmaco e la possibilità che questo possa scatenare una reazione allergica. Non a caso, i farmaci più frequentemente implicati nelle reazioni allergiche sono quelli di uso più comune, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) e gli antibiotici, come nel caso di Miley Cyrus.

allergia farmaci

In effetti le reazioni avverse ai farmaci sono aumentate parallelamente all'aumento del loro consumo e gli antibiotici si sono la prima classe di molecole responsabili delle allergie ai farmaci proprio a causa del loro impiego diffuso. Non solo, anche l'incidenza di reazioni gravi sta diventando sempre più frequenti e accanto alle allergie lievi che scatenano solo problemi lievi e limitati alla cute, come l'orticaria, non mancano casi in cui l'attivazione del sistema immunitario porta a seri problemi respiratori – come crisi di asma – disturbi gastrointestinali – come dolori addominali e forte diarreaangioedema con asfissia o shock anafilattico. Come se non bastasse la gravità della reazione è imprevedibile ed è indipendente dalla dose di farmaco assunta, tanto da poter essere seria anche in seguito all'ingestione di quantità molto piccole del medicinale.

Per questo

conclude Triggiani

diventa molto importante che anche minime reazioni, lievi o di breve durata, siano valutate in maniera approfondita da uno specialista allergologo. La reazione a farmaci è sempre una reazione generale del sistema immunitario e, come tale, deve essere affrontata da specialisti capaci di valutare il paziente nel suo insieme e non soltanto dal punto di vista di un singolo organo.

Ma quali sono i fattori di rischio?

Bisogna considerare il sesso

spiega Francesco Gaeta, allergologo SIAAIC dell'Unità di Allergologia del Complesso Integrato Columbus di Roma, ricordando che l'allergia ai farmaci è più frequente nelle donne, ma non solo. Ad essere colpite sono soprattutto le persone tra i 20 e i 40 anni. Altri fattori di rischio, aggiunge l'esperto, sono

l'immunogenicità dei farmaci, con gli antibiotici betalattamici maggiormente incriminati, i trattamenti terapeutici frequenti-intermittenti e la via di somministrazione, in quanto la via parenterale è la più immunogenica.

La presenza di altre allergie, come l'oculorinite, l'asma e leallergia alimentari, non sembrano invece rappresentare possibili fattori di rischio.

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Via | Comunicato stampa

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