Attenzione al Muscoril, può danneggiare i cromosomi e compromettere la fertilità maschile

A ricordarlo sono i deputati del Movimento 5 Stelle, che chiedono al Ministro Lorenzin chiarimenti sul mancato intervento a tal proposito del Ministero della Salute

Giulia Di Vita, parlamentare del Movimento 5 Stelle, ha presentato un'interrogazione al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per chiedere chiarimenti riguardo alla pericolosità del tiocolchicoside, principio attivo del Muscoril e di altri farmaci, i cui rischi sono stati portati all'attenzione pubblica dall'Aifa (l'Agenzia italiana per il farmaco) già alla fine dello scorso mese di novembre senza che il Ministero abbia di conseguenza promosso una campagna informativa o di sensibilizzazione per mettere i cittadini in guardia da possibili gravi effetti indesiderati.

Insieme ai cofirmatari dell'interrogazione parlamentare – i parlamentari del M5S Chiara di Benedetto, Giulia Grillo, Matteo Dall'Osso, Marialucia Lorefice, Massimo Enrico Baroni, Matteo Mantero, Silvia Giordano e Andrea Cecconi – Di Vita ha ricordato che in una nota informativa datata 7 febbraio 2014 l'Aifa ha sottolineato che

studi preclinici hanno evidenziato che uno dei metaboliti della tiocolchicoside (SL59.0955, noto anche come M2 o 3-demetiltiocolchicina) induce aneuploidia (formazione di un numero anomalo di cromosomi durante la divisione cellulare) a concentrazioni vicine a quelle osservate nell'uomo con l'assunzione della dose orale massima raccomandata di 8 mg due volte al giorno. L'aneuploidia è stata evidenziata come fattore di rischio di teratogenicità, embriofetotossicità aborto spontaneo, compromissione della fertilità maschile e come potenziale fattore di rischio di cancro. Il rischio è maggiore con l'esposizione a lungo termine.

In altre parole, l'uso del Muscoril e degli altri farmaci contenenti tiocolchicoside porta ad anomalie del numero di cromosomi che aumentano il rischio di malformazioni nel feto e aborto spontaneo. Inoltre questo principio attivo potrebbe ridurre la fertilità maschile e, in linea teorica, aumentare il rischio di sviluppare un cancro. Per questo già il 22 novembre 2013 l'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha raccomandato di attuare restrizioni d'uso per i medicinali a base di tiocolchicoside, sia nelle loro formulazioni iniettabili sia in quelle pensate per uso orale

precisando

si legge nell'interrogazione

che tale categoria di medicinali dovesse essere utilizzata solo a basse dosi come terapia addizionale a breve termine per il trattamento delle contratture muscolari dolorose.

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