Cos'è la sindrome del cuore sinistro ipoplasico e qual è il trattamento migliore

A volte durante la gravidanza il cuore del bambino non si sviluppa correttamente. Ecco cosa succede in caso di sindrome del cuore sinistro ipoplasico

A volte durante la gravidanza la parte sinistra del cuore del bambino non si sviluppa completamente. Questa eventualità, le cui cause non sono ancora note, porta alla comparsa della cosiddetta sindrome del cuore sinistro ipoplasico.

Ad esserne più spesso colpiti sono i maschi e nel 10% dei casi a questa condizione di associano altri difetti congeniti. Quelli caratteristici della sindrome sono però sempre gli stessi e riguardano il ventricolo sinistro, la valvola mitrale (quella che separa l'atrio sinistro dal ventricolo sinistro), la valvola aortica (quella che separa il ventricolo sinistro dall'aorta) e l'aorta. In particolare, tutte queste strutture sono sottosviluppate.

In questa situazione la parte sinistra del cuore non riesce a inviare abbastanza sangue al resto dell'organismo. Di conseguenza la parte destra deve occuparsi anche di questo compito. Il rischio è che il sovraccarico di lavoro cui è costretta quest'ultima porti a lungo andare ad uno scompenso cardiaco fatale e l'unica soluzione che consente a un bambino affetto da questa sindrome di sopravvivere è un trattamento chirurgico in tre fasi per costruire una nuova aorta, connettere la vena cava superiore alle arterie polmonari e connettere la vena cava inferiore si vasi sanguigni dei polmoni.

sindrome del cuore sinistro ipoplasico

In genere dopo la diagnosi di sindrome del cuore sinistro ipoplasico al bambino vengono somministrati farmaci per mantenere aperto il dotto arterioso, un vaso sanguigno che in genere si chiude dopo la nascita ma che in questo caso è necessario per far sì che il sangue ossigenato raggiunga tutto l'organismo. Inoltre potrebbe essere necessario un intervento chirurgico o un cateterismo cardiaco per consentire al sangue proveniente dai polmoni di fluire verso la parte destra del cuore.

Il primo dei 3 interventi del trattamento in 3 fasi viene poi esguito nei primi giorni di vita, mente il secondo è richiesto fra i 4 e i 6 mesi di vita e il terzo tra i 18 mesi e i 3 anni d'età. In alcuni casi può essere necessario sottoporsi a ulteriori interventi fra i 20 e i 40 anni per fra fronte ad eventuali complicazioni.

L'unico modo per evitare tutto questo trattamento è ricevere un trapianto di cuore.

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Via | MedlinePlus

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