Cos'è la stenosi carotidea, i sintomi e quando è necessario operare

A volte nelle carotidi si possono formare placche aterosclerotiche che aumentano il rischio di ictus. Ma quali sono i loro sintomi? E come bisogna intervenire?

A volte all'interno delle carotidi, le arterie che portano il sangue al cervello, si formano delle placche. Si tratta dell'aterosclerosi, un fenomeno che porta alla cosiddetta stenosi carotidea, ossia a un restringimento del diametro interno delle carotidi che compromette il flusso del sangue al cervello e aumenta il rischio di avere a che fare con un attacco ischemico transitorio o, ancora peggio, con un ictus.

Nella maggior parte dei casi nelle sue fasi precoci questo problema non dà sintomi evidenti e a volte viene scoperto solo dopo un attacco ischemico transitorio o un ictus. A questo punto ecografie, Tac, risonanze magnetiche o angiografie possono svelare la presenza della stenosi, associata all'accumulo di residui cellulari, colesterolo, calcio e tessuto fibroso a livello di piccole ferite presenti sulla parete delle carotidi.

Fortunatamente le placche aterosclerotiche possono essere individuate anche prima di avere a che fare con un evento cerebrovascolare, durante controlli di routine che nei soggetti a rischio dovrebbero far parte di una corretta prevenzione cardiovascolare. A questo punto agire in modo da ridurre i rischi è fondamentale. Ma cosa significa in termini pratici?

stenosi carotidea

Gli esperti consigliano a chi soffre di una stenosi non grave di non fumare, mangiare in modo sano riducendo il consumo di sale, di praticare un'attività fisica regolare e, se necessario, di dimagrire. E' inoltre importante tenere sotto controllo i livelli di zuccheri e colesterolo nel sangue e gestire in modo adeguato eventuali problemi di ipertensione e di diabete. In altre parole, non è detto che sia sempre necessario operare. Non è però da escludere che anche quando non c'è bisogno di ricorrere a un intervento il medico prescriva l'assunzione di farmaci come le statine, che aiutano a ridurre il colesterolo, o di medicinali come l'aspirina, che aiutano a mantenere il sangue fluido.

Se, invece, la stenosi è più grave o se si è già affrontato un ictus o un attacco ischemico transitorio l'intervento chirurgico può essere indispensabile per ridurre i rischi corsi dalla salute. In alcuni casi il medico potrebbe ritenere opportuno intervenire in modo meno invasivo con un'angioplastica con stent. Se volete scoprire di cosa si tratta potete trovare qui tutte le informazioni a proprosito.

Via | Mayo Clinic 

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