La plasmaferesi: quando serve, le controindicazioni e gli effetti collaterali

Cosa si intende con il termine “plasmaferesi” e quando è consigliata questa tecnica?

La plasmaferesi è una tecnica di asportazione e sostituzione del plasma sanguigno. Tale tecnica viene chiamata anche aferesi terapeutica o plasma-exchange, e permette – attraverso degli appositi macchinari – di separare la componente liquida del sangue (e quindi il plasma) dalla componente cellulare corpuscolata. Si tratta di una tecnica impiegata generalmente nel trattamento di determinate patologie, come ad esempio in caso di aumentata viscosità del sangue, in presenza di avvelenamenti, mieloma, malattie del sistema immunitario come la miastenia gravis, la sindrome di Guillain-Barré e così via.

Per poter eseguire tale manovra, sarà necessario che vi siano 2 accessi venosi, uno che permetterà di prelevare il sangue da depurare, mentre l’altro consentirà la reinfusione del sangue depurato, in un ciclo continuo. In tal modo sarà possibile rimuovere dal flusso sanguigno sostanze come metaboliti, tossine, lipoproteine, immunoglobuline e così via.

plasmaferesi indicazioni

Come potrete immaginare, nonostante si tratti di una tecnica in linea generale ben tollerata dai pazienti, tale manovra non è completamente priva di rischi. Fra quelli più frequenti e di lieve entità di registrano ad esempio la possibile presenza di un ematoma nella zona di inserimento del catetere che sarà necessario per accedere alla circolazione ematica, una eventuale reazione vaso-vagale, brividi e ipotensione. I rischi maggiormente gravi sono in linea di massima controllabili dal personale medico che assisterà alla procedura.

Il numero delle sedute e la loro durata andranno decisi insieme al medico in base alle vostre effettive condizioni di salute.

via | Miasteniabergamo.it, Corriere, Aots.sanita.fvg.it
Foto | da Pinterest di TravelGiver

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