Giornata Mondiale della Tubercolosi, vietato abbassare la guardia

Medici senza frontiere lancia l'appello alla firma del manifesto "curami, salvami"

Contro la tubercolosi (Tbc) è vietato abbassare la guardia. A ricordarlo in occasione della Giornata Mondiale dedicata a questa patologia, che si celebra proprio oggi, 24 marzo 2014, è Medici senza frontiere, secondo cui è fondamentale che i governi, le case farmaceutiche e i ricercatori lavorino insieme e con urgenza per trovare nuovi trattamenti efficaci contro i batteri resistenti ai farmaci. Per farlo l'organizzazione non governativa ha lanciato anche in Italia il manifesto “Curami, salvami”, spiegando che ogni anno la tubercolosi resistente ai farmaci colpisce circa mezzo milione di persone e che anche in Italia ci si ammala ancora di Tbc.

Si contano ogni anno circa 7,5 nuovi casi ogni 100.000 persone, soprattutto nelle grandi città, con il 25% tra Roma e Milano e la Lombardia tra le regioni più colpite

spiega Medici senza frontiere.

I casi riguardano al 50% italiani (per lo più anziani che hanno contratto la malattia latente da giovani ma la sviluppano ora per indebolimento delle difese immunitarie, terapie croniche o alimentazione carente) e al 50% immigrati, per lo più tra i 25-50 anni, che sviluppano la malattia soprattutto a causa di condizioni precarie di vita, scarsa alimentazione, condizioni di stress.

tubercolosi

A livello globale sono circa 2 i miliardi di persone portatrici di una forma latente dell'infezione. Di questi, il 10% circa svilupperà la forma attiva della malattia nel corso della sua vita. Per quanto riguarda l'infezione multiresistente solo 1 caso su 4 viene identificato. Fortunatamente un progetto internazionale che ha coinvolto i 27 paesi in cui si concentra il maggior numero dei casi ha permesso di compiere grandi passi in avanti nell'identificazione di questa forma della patologia, ma resta il fatto che solo un quinto delle persone che contraggono la tubercolosi riceve un trattamento, che per di più nella metà dei casi risulta inefficace.

Una risposta globale inadeguata ha consentito l'affermazione di nuove forme contro le quali i farmaci disponibili sono del tutto inefficaci

spiega Medici senza frontiere, aggiungendo che

nonostante lo sviluppo di due nuovi farmaci, i primi in 50 anni oggi, non importa dove vivi, non ci sono cure efficaci. E i trattamenti sono devastanti: due anni di cura, oltre 10.000 pillole (fino a 20 al giorno), 8 mesi di dolorose iniezioni quotidiane, effetti collaterali gravissimi tra cui sordità e psicosi.

Oggi

afferma Stella Egidi, responsabile medico di Medici senza frontiere

abbiamo un'opportunità storica: per la prima volta dopo 50 anni abbiamo nuovi farmaci che si affacciano sul mercato mondiale, ma dobbiamo agire in fretta se vogliamo rovesciare le sorti dell'epidemia. Medici senza frontiere chiede le firme di medici, pazienti e cittadini in tutto il mondo. Dobbiamo far sentire la nostra voce per ottenere terapie più efficaci, salvare più vite e arginare questa malattia letale.

Per sottoscrive il manifesto “Curami, salvami” basta collegarsi a questo link. Alla fine di maggio le firme saranno consegnate all'Assemblea generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, che dovrà discutere dei prossimi passi nell'impegno globale contro la tubercolosi.

Via | Adnkronos

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