Cos'è la cardiomiopatia ipertrofica, i sintomi e il trattamento

Spesso è asintomatica, ma non è da escludere che possa dare gravi complicazioni. Ecco cosa comporta e come si cura

La cardiomiopatia ipertrofica è un difetto ereditario che può colpire il cuore, senza fare distinzioni tra uomini e donne. A causarla è una mutazione che porta ad una crescita eccessiva del muscolo cardiaco, che si ispessisce assumendo un aspetto ipertrofico. Non solo, anche le fibre muscolari ne risentono, organizzandosi in modo anomalo.

Questa condizione può ridurre la capacità del cuore di inviare efficientemente il sangue nel resto dell'organismo, ma in molti casi permette di condurre una vita del tutto normale. Spesso non viene nemmeno diagnosticata perché rimane asintomatica, mentre in altri casi può manifestarsi con sintomi come fiato corto, palpitazioni, dolori al petto e svenimenti che possono essere associati all'attività fisica o a degli sforzi, vertigini e senso di affaticamento.

A volte alla cardiomiopatia ipertrofica possono essere associate delle complicazioni. Si parla, in particolare, di cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva quando ci si trova in presenza di un ingrossamento del tessuto che separa il ventricolo destro dal ventricolo sinistro. In questo caso il flusso del sangue può essere significativamente ostacolato. Altre possibili complicanze sono aritmie, scompenso cardiaco, problemi della valvola mitrale e cardiomiopatia dilatativa. Inoltre in caso di cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva il ventricolo sinistro si può irrigidire a tal punto da ridurre l'efficienza del cuore.

cuore salute

Nelle situazioni più gravi è importante ridurre il rischio di morte cardiaca improvvisa. Per farlo è possibile ricorrere all'impianto di un cardioversore-defibrillatore. Più in generale, il trattamento della cardiomiopatia ipertrofica prevede la riduzione dei sintomi attraverso l'assunzione di farmaci che aiutano a rallentare i battiti (ad esempio i beta-bloccanti, ma anche i calcio-antagonisti e gli antiaritmici). In alcuni casi può essere utile l'impianto di un pacemaker, mentre potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per eliminare l'ingrossamento del tessuto presente tra i due ventricoli. In alternativa è possibile ricorrere alla cosiddetta ablazione alcolica, che prevede di distruggere parte del tessuto iniettando dell'alcol nel sangue.

Via | Mayo Clinic

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