Cellulari e tumori, le associazioni fanno causa allo stato per il rischio di cancro

Le associazioni scendono con il piede di guerra contro lo stato per non aver avvertito i consumatori sul rischio derivante dall'uso del telefono cellulare: una battaglia per indicare i legami tra l'uso dei telefoni e l'insorgenza di tumori.

Le associazioni fanno causa allo stato per il rischio cancro che deriva dall'utilizzo esagerato dei telefoni cellulari: è la prima volta che una causa del genere viene intentata nel nostro paese. Tra le richieste depositate al Tar del Lazio contro i Ministeri dell'Ambiente, della Salute, dello Sviluppo Economico e della Ricerca, si legge quella di imporre agli operatori telefonici di comunicare ai clienti che i telefoni cellulari sono potenzialmente dannosi per la salute perché possono provocare il cancro, proprio come avviene per le segnalazioni che da tempo vengono fatte sui pacchetti di sigarette.

Le associazioni ricordano che a rischio ci sono 40 milioni di italiani, un numero decisamente più alto rispetto ai fumatori che rischiano il cancro con il vizio del fumo: e allora, si chiedono le associazioni, perché non avvisare allo stesso modo i consumatori? La causa è stata intentata contro i ministeri che secondo le associazioni sono colpevoli di non divulgare a sufficienza i rischi a cui sono sottoposte ogni giorno le persone che usano i cellulari senza utilizzare auricolari o il sistema vivavoce.

Nel ricorso, depositato il 20 marzo dagli avvocati torinesi Renato Ambrosio, Stefano Bertone e Chiara Gribaudo, dello studio legale Ambrosio e Commodo, da parte della Apple, Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog, e di Innocente Marcolini, un uomo che in passato trascorreve sei ore al giorno al telefono, si legge anche la richiesta al governo di avviare una campagna pubblicitaria che parli dei rischi di tumore alla testa derivanti dall'uso smisurato del telefono cellulare.

L'avvocato Bertone spiega le motivazioni del ricorso:

Nonostante la sentenza della Cassazione e nonostante la divulgazione, nel 2011, da parte dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale della Sanità, del fatto che le radiazioni a radiofrequenza emesse dai telefoni mobili siano un agente possibile cancerogeno per l’uomo, il governo non ha mai avviato una campagna di prevenzione. Abbiamo scritto al ministero, sollecitandolo. La risposta è’ stata che avrebbe agito nei limiti delle risorse disponibili. Come se la salute fosse subordinata a tipi di risorse. E di fatto, nessuna campagna e’ mai partita.

Laura Masiero, presidente di Apple, ricorda infine:

Il ministero della Salute a parte una risibile paginetta su internet, si è sempre rifiutato di provvedere, nonostante le autorità internazionali più volte abbiano invitato a fare informazione.

Cellulari e tumori

Via | Corriere

Foto | da Flickr di irita kirsbluma

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