Le malattie si possono riconoscere dall'odore

Il diabete puzza di acetone, mentre la schizofrenia ha l'odore dell'aceto. E gli scienziati stanno lavorando a "nasi elettronici" in grado di annusare i tumori

Anche le malattie hanno un odore. Il diabete, ad esempio, rende l'alito simile al solvente per lo smalto. Il sudore di chi è affetto da schizofrenia ha invece l'odore dell'aceto. A fare l'elenco delle patologie che possono essere riconosciute anche dalle sensazioni percepite con l'olfatto è uno studio pubblicato sulla rivista Sensors ricercatrice dell'Università degli Studi di Milano insieme ad Alphus Wilson, esperto dell'USDA Forest Service, nell'ormai lontano 2011. Da allora la ricerca ha fatto enormi passi in avanti, tanto che oggi è addirittura disponibile uno strumento in grado di identificare un cancro al seno con la stessa precisione di una mammografia, ma semplicemente analizzando le molecole presenti nel fiato delle donne.

Il suo nome è BreathLink e gli esperti del Centro Medico dell'Università di Maastricht (Paesi Bassi) ne hanno testato l'efficacia in uno studio pubblicato su PLoS One. Il suo funzionamento è semplice: la paziente deve solo respirare per 2 minuti in un tubo e la macchina fa tutto il resto, fornendo un responso in soli 10 minuti. A rendere possibile tutto ciò è il fatto che le cellule neoplastiche hanno un metabolismo diverso rispetto a quelle sane e quindi emettono nell'aria molecole diverse caratterizzate da un odore differente.

odore malattie

In molti casi questa differenza non può essere percepita dal naso umano, ma studi precedenti hanno dimostrato che l'olfatto dei cani riesce ad avvertirla. Proprio per questo George Preti, del Monell Chemical Senses Center di Filadelfia, si sta affidando ai cani addestrati al Penn Vet Working Dog Center per identificare l'odore del cancro all'ovaio, in modo da poter poi programmare un prototipo di “naso elettronico” messo a punto dal suo collega Charlie Johnson, uno strumento grande quanto un'unghia formato da centinaia di nanotubi in carbonio legati a filamenti di Dna in grado di convertire l'odore in un segnale elettronico.

E' possibile racchiudere il potere del naso di un cane in questo piccolo chip

ha spiegato Petri.

Secondo lo studio pubblicato su Sensors ci sono diverse altre malattie che producono un odore caratteristico. Alcune infezioni conferiscono alla pelle l'odore delle mele marce, mentre le infezioni della vescica fanno sì che l'urina sappia di ammoniaca. Quando il fegato non funziona l'alito sa di pesce crudo, mentre il sudore cambia odore in chi ha la rosolia (in questo caso sa di piume appena strappate dalla pelle). Infine, la pelle. Il suo odore assomiglia a quello di birra stantia in chi ha l'adenite tubercolare, di pane nero appena sfornato in chi ha la febbre tifoidea e di macelleria in caso di febbre gialla.

Via | BBC

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