I profumi e le fragranze sono ormai ovunque. Non soltanto nei prodotti che normalmente utilizziamo per l’igiene del corpo, troviamo fragranze profumate nelle candele, nei prodotti per la pulizia e nei deodoranti per gli ambienti. Peccato che poi, malgrado la poetica dei nomi, spesso queste fragranze siano soltanto evocative, ma non riescano davvero a farci sentire l’odore di montagna, di fresca lavanda, di pino silvestre e così via.
Ora uno studio recentemente condotto dall’Environmental Protection Agency rivela che molte sostanze potenzialmente tossiche sono contenute nei prodotti che utilizziamo comunemente e che contengono appunto queste fragranze sintetiche. Tra le sostanze sotto accusa ci sono l’acetone, la benzaldeide, l’acetato di benzile, l’alcool benzilico, la canfora, l’etanolo, l’acetato di etile, il limonene, il linalolo, e il cloruro di metilene. In base ai dati emersi dallo studio, se inalate, queste sostanze chimiche possono causare disordini del sistema nervoso centrale, vertigini, nausea, disturbi del linguaggio, sonnolenza, irritazione alla bocca, gola, occhi, pelle e polmoni, danni renali, cefalea, insufficienza respiratoria, atassia e affaticamento.
Con le candele profumate, i danni potrebbero essere maggiori a causa della fuliggine emessa da molti di questi prodotti e che potrebbe creare problemi di respirazione. Le particelle di fuliggine possono arrivare in profondità nei polmoni e sono un problema soprattutto per chi soffre di asma e malattie polmonari o cardiache. A peggiorare le cose, c’è il fatto che tante candele profumate sono realizzate con la paraffina, un sottoprodotto della raffinazione del petrolio. La fuliggine emessa da questi materiali può contenere sostanze cancerogene.
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Tutti i ricercatori americani sono in questi giorni riuniti a Houston per la Conferenza dell’Associazione Americana per la Ricerca sul cancro, e probabilmente sgranocchiano pistacchi, dopo la presentazione dei dati della ricerca del team texano.
Un team di ricercatori della Texas Women University, guidati dalla professoressa Lidia Hernandez ha condotto uno studio su un gruppo di volontari sani, mettendo in relazione l’apporto di proprietà nutritive dal pistacchio e lo sviluppo di alcune forme di tumore, come quello alla prostata o ai polmoni.
Secondo il team texano la forza del pistacchio sta nel suo concentrato di vitamina E, che fa da scudo e protegge l’organismo, riducendo il rischio di sviluppare il cancro. Anche voi ogni tanto, sgranocchiate pistacchi.
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Fate parte della nicchia di ex fumatori? Bene, oltre ad un applauso per essere riusciti a vincere sulle ‘bionde’, adesso vi illustro tutti i benefici a cui il vostro corpo andrà incontro da adesso in poi.
Dopo solo 20 minuti da quando si è spenta l’ultima sigaretta, pressione arteriosa e battito cardiaco ritornano normali, mentre dopo 2 giorni la percezione di odori e sapori è molto più forte. Ve ne siete accorti?
Dopo 3 mesi migliorano la respirazione e la circolazione sanguigna, mentre dopo 1 anno il rischio di malattie coronariche si dimezza. E più in là si va, più i miglioramenti sono importanti: dopo 5 anni dimezza il rischio di tumore ai polmoni, mentre dopo 15 anni il rischio di contrarre malattie legate al fumo parisce del tutto. Contenti? Adesso tenete duro.
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I consumatori abituali della prima colazione presentano dei livelli più elevati di Calcio assunto, di fibre, di vitamine e di minerali e una quota più bassa di grassi, colesterolo e calorie totali assunte nell’arco della giornata. Possiamo quindi ribadire che l’abitudine alla prima colazione è indice di un corretto stile di vita.
Ecco allora le cinque caratteristiche base che ogni colazione dovrebbe possedere: deve essere consumata tutti i giorni, con regolarità; deve essere completa, quindi contenere latte e derivati, cereali e frutta; deve essere varia; equilibrata, cioè apportare circa il 20% delle calorie quotidiane; e infine deve essere piacevole, cioè deve essere un momento di gratificazione.
Consumare una buona prima colazione è un accorgimento che deve essere soprattutto inculcato ai pù piccini, mentre con l’avanzare dell’età sono gli adolescenti maschi a non considerarla più come un gesto quotidiano da compiere.
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Cosa vogliamo dire con ambiente sicuro? Un ambiente può essere definito sicuro, se è costituito da materiali sani: a partire dalle pareti, fino ad arrivare al tetto, tutto dovrebbe essere isolato con materiale sintetico, come il poliuretano o con fibre naturali, come il legno. Molto importanti è l’utilizzo di tutti quei materiali che proteggono le nostre pareti dalla formazione dei vapori, per evitare soprattutto l’insorgere di muffe.
Un aspetto notevole che riguarda l’ambiente in cui viviamo o lavoriamo è relativo, poi, ai materiali che si utlizzano per la costruzione di bagni e cucine: uno studio inglese ha assicurato che superfici a basa di rame distruggono o almeno riducono drasticamente il numero, di una moltitudine di microrganismi molto pericolosi.
Il rame sarebbe quindi un materiale più sterile dall’acciaio inox, utilizzato finora, non tanto nelle nostre case, quanto in ambiente ospedaliero, ad esempio e questa ricerca sconvolgerebbe quest’usanza. Quasi tutto può essere costruito in rame: rubinetti, maniglie, WC. A questo punto ci chiediamo: cambierà prima o poi qualcosa nei nostri ospedali o nelle nostre case da questo punto di vista?
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